Forlì, riti esoterici e accuse di truffa: sequestrata la casa del "santone" 77enne

L'abitazione "votiva" dove l'uomo diceva di organizzare benedizioni collettive e gruppi di preghiera ora non è accessibile. Nel 2018, il tribunale ecclesiastico della diocesi romagnola aveva emanato l'ammonizione canonica, ma lui si è sempre difeso: "Ho un dono da Dio"

Si autodefiniva persona "in possesso di un dono" e aveva fondato un gruppo di preghiera che aveva chiamato "Immacolata Concezione". E già più di un anno fa, nel dicembre del 2018, contro di lui, il tribunale ecclesiastico della diocesi di Forlì-Bertinoro aveva emanato l'ammonizione canonica. Oggi, invece, nei confronti di M.G., una sorta di "santone" di 77 anni della zona, è arrivata l'ordinanza del tribunale dello Stato che, tramite il giudice per le indagini preliminari, Giorgio Di Giorni, ha firmato il decreto di sequestro della casa "votiva" del pensionato, in via Bacilina, nella città romagnola.

I reati

Secondo quanto riportato da Il resto del carlino, all'interno di quell'abitazione, nei pressi del ponte di Schiavonia, Guerrini avrebbe ricevuto nel tempo i propri adepti. A eseguire il provvedimento, richiesto dal pubblico ministero, Lucia Spirito, sono satati gli agenti della squadra mobile di Forlì. In base a quanto ricostruito da alcune fonti in procura, il 77enne sarebbe indagato, tra le altre ipotesi, di esercizio abusivo della professione e di truffa. Il sequestro, in base a quanto si apprende dal quotidiano, si sarebbe concretizzato per evitare la "reiterazione dei reati".

La svolta giudiziaria

In base a quanto riportato dal quotidiano, l'indagine sul 77enne sarebbe arrivata a una svolta giudiziaria, giunta poco dopo il provvedimento ecclesiastico per la denuncia di un ex seguace, che aveva fatto parte della setta. A quel punto, l'inchiesta aveva aggiunto altri tasselli, grazie ad alcune testimonianze e a dei riscontri investigativi (tra cui intercettazioni telefoniche e ambientali). Da lì, poi, sarebbero emersi anche dei video che, in base ad alcune informazioni di procura, sarebbero stati definiti "altamente probanti".

I riti della setta

In base alla ricostruzione degli investigatori, il pensionato romagnolo avrebbe trattato i suoi fedeli come sudditi o pazienti, fornendo loro anche presunte terapie mediche. E sempre secondo quanto ricostruito dal quotidiano, circa un anno fa, il 77enne, alla domanda di giornalisti su cosa facesse effettivamente in quell'abitazione ai suoi adepti, aveva risposto di dare "benedizione agli appartenenti del gruppo di preghiera".

L'accusa della diocesi

Già un anno fa, la diocesi lo avrebbe accusato anche di svolgere, senza alcuna autorizzazione, anche degli esorcismi. Il pensionato aveva chiarito di non averne mai fatti, ma avrebbe detto: "Io ho un dono avuto da Dio. Ma non so perché la diocesi ce l'abbia con me. Io faccio sedute di pranoterapia e poi la domenica preghiamo per la pace nel mondo".

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