Mottarone, sicurezza ignorata per 12mila euro al giorno: il calcolo choc

La sicurezza dei passeggeri è stata sacrificata per non rinunciare all'incasso: "La preoccupazione era il blocco della funivia"

Mottarone, sicurezza ignorata per 12mila euro al giorno: il calcolo choc

Il metodo di azione delineato dal procuratore di Verbania, Olimpia Bossi, è da brividi: il "forchettone" sarebbe stato volutamente lasciato in posizione per evitare il ripetersi di blocchi e per non interrompere il servizio ai danni dei passeggeri e dei turisti. La modalità di lavoro, sempre secondo la Bossi, non sarebbe stata decisa in autonomia: si tratterebbe infatti di una "scelta condivisa e soprattutto non limitata al giorno" della tragedia della funivia. E alla base vi sarebbero state motivazioni di tipo economico, considerando che uno stop dell'impianto avrebbe provocato un mancato guadagno alle casse già messe a dura prova durante il periodo del lockdown.

L'incasso giornaliero

Come mai si è arrivati a una simile decisione? Perché le anomalie che presentava l'impianto si sarebbero potute risolvere probabilmente solo interrompendo le corse. E di conseguenza rinunciando agli incassi dei biglietti quotidiani. Un incasso che, stando ai conti fatti da Il Giorno, nella più ottimistica delle ipotesi non va oltre i 12.600 euro. Va infatti considerato che "le 4 cabine, due per ogni direzione, devono effettuare le 21 corse, per tratta, dell’orario estivo viaggiando a capienza ridotta (15 persone anziché 40) per effetto delle norme anti-Covid e il biglietto di andata e ritorno per gli adulti costa 20 euro".

Secondo La Stampa invece i conti sono diversi, trattandosi di circa 5mila euro al giorno e dunque di 140 mila euro che sarebbero stati intascati dal 24 aprile (giorno della riapertura al pubblico). Sarebbe addirittura un "calcolo esagerato" visto che le cabine "non hanno fatto 20 corse al giorno (come da orario per la stagione estiva 2021) a pieno carico, dal 26 aprile a domenica a mezzogiorno". Resta comunque il serio dubbio che qualcuno possa aver sacrificato la sicurezza in nome di qualche migliaia di euro quotidiani.

"Freni tolti per soldi"

Un lungo fermo avrebbe avuto pesanti conseguenze economiche. Con la convinzione che la fune di traino non si sarebbe mai rotta, "si è poi voluto correre il rischio che ha portato alla morte di 14 persone". È questo lo sviluppo "grave e inquietante" delle indagini descritto dal procuratore. Secondo i magistrati, la decisione di eludere i sistemi di sicurezza dell'impianto di trasporto sarebbe stata dettata da "ragioni di carattere economico e in assoluto spregio delle più basilari regole di sicurezza", che invece avrebbero consentito di tutelare la salute dei passeggeri. Gabriele Tadini, il responsabile del funzionamento della Funivia del Mottarone, secondo l'Ansa si sarebbe così espresso nel corso dell'interrogatorio della scorsa notte: "La preoccupazione era il blocco della funivia. Stavamo studiando quale poteva essere la soluzione per risolvere il problema".

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