"La garanzia della democrazia è la libertà di pensiero". Gomez e Belpietro leggono "Il sistema (in)visibile"

Il nuovo libro di Foa presentato a Milano alla presenza di Peter Gomez, Maurizio Belpietro e Andrea Indini. Un dibattito a tutto campo su libertà d'informazione e democrazia

"La garanzia della democrazia è la libertà di pensiero". Gomez e Belpietro leggono "Il sistema (in)visibile"

Il sistema (in)visibile di Marcello Foa, edito da Guerini e Associati, sbarca a Milano in una vivace occasione di confronto: ieri, alla Libreria Rizzoli della Galleria Vittorio Emanuele II, l'ex presidente della Rai ha presentato il suo saggio più recente in un panel dinamico animato dal direttore de La Verità Maurizio Belpietro e dal collega de IlFattoQuotidiano.it Peter Gomez. L'incontro, partecipato da oltre 150 persone e moderato dal responsabile de IlGiornale.it Andrea Indini, si è centrato non solo sui temi propriamente trattati nel saggio di Foa ma anche su una riflessione a tutto campo sullo stato reale della democrazia nell'Occidente odierno. Direttamente collegato a un tema fondamentale: Foa, nel sottotitolo del libro, ricorda che i cittadini moderni non sono più padroni del proprio destino. E il "sistema" di cui parla è il consolidato e ramificato intreccio di interessi che le élite politiche, economiche e intellettuali emerse dalla globalizzazione coltivano, spesso svuotando la democrazia della sua reale sostanza.

Da posizioni politiche e ideologiche molto diverse, Gomez e Belpietro hanno avuto modo di confrontarsi con Foa mostrando, però, una comunanza di visioni su molti temi. "Siamo liberi nella misura in cui possiamo trovarci a dialogare su questi temi, privilegio che altrove non esiste", ha dichiarato Gomez. "Non in quella che vede l'effettività della democrazia legata alla possibilità di conoscere per deliberare", avendo pieno accesso a informazioni e conoscenze. Questo perchè "la garanzia della democrazia è la libertà di pensiero". "Le società occidentali devono ritrovare l'effettività dei loro diritti: l'astensionismo di queste ultime elezioni politiche è un campanello d'allarme sul fatto che molti cittadini si sentono sfiduciati", ha sottolineato Belpietro. Da tutti i relatori, però, è emerso sostanzialmente un messaggio di speranza.

"L'obiettivo del libro", ha notato Foa, "è proprio quello di invitare a riflettere e confrontarsi pacatamente sui temi e sulle questioni più disparate nel rispetto della democrazia e dell'effettività di ogni diritto". Convinto liberale, l'ex presidente della Rai ha richiamato nei suoi passaggi alla necessità di rompere la dicotomia più classica dell'era globalizzata: la dissonanza cognitiva che porta media e politica a veicolare messaggi alla popolazione anche se non in comunanza coi propri interessi e la tendenza del "sistema" a omologare...disomologando! Ovvero a spingere a un appiattimento su sistemi valoriali, di consumo e di pensiero comuni nelle principali democrazie occidentali e non solo che lascia ai margini gli "eretici".

Foa, Belpietro e Gomez si sono mostrati, poi, al netto di alcune divergenze su temi come la transizione green, concordi su buona parte delle questioni legate alla dialettica politica ed economica odierna. Prima fra tutte quella del predominio dei giganti del digitale, veri e propri imperi moderni che rappresentano i gatekeeper del sistema e si arrogano poteri di censura ideologica, valutazione dei contenuti indipendentemente da leggi e tribunali e estrazione dei dati degli utenti a fini commerciali. Foa ha sottolineato che in una società "determinata da condizionamenti impliciti istituzionali, economici, sociali, psicologici, mediatici e ultimamente anche digitali", l'esercizio della libertà diventa sempre più complesso. Ed è proprio dalla difficoltà di capire questo quadro che nasce il titolo "Il sistema (in)visibile", proprio perché "collegando i condizionamenti espliciti a quelli impliciti il puzzle si compone e la nostra caotica realtà diventa comprensibile".

Come uscirne? Gomez e Belpietro non hanno dubbi nel cercare nella buona informazione e nel vero esercizio della libertà di stampa, a prescindere da condizionamenti e poteri di sorta, la via maestra per una riappropriazione da parte dei cittadini dell'informazione e del dibattito pubblico. In un quadro che vede le società avanzate dover fare i conti con una retorica sempre più egalitaria a cui corrisponde una riduzione degli spazi democratici sostanziali, questo presupposto è fondamentale.

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