Adesso parlano i carabinieri: "Ecco la verità sul gatto arrostito..."

Dopo le insinuazioni di fake news per la vicenda del gatto arrostito da parte di un immigrato, Le Iene hanno sentito i Carabinieri di Livorno, che hanno confermato la notizia

Adesso parlano i carabinieri: "Ecco la verità sul gatto arrostito..."

La vicenda del gatto arrostito in provincia di Livorno da parte di un immigrato irregolare ha generato un'ondata di indignazione nel nostro Paese. Eppure, c'è chi è riuscito anche a giustificare quel gesto, considerato un'estrema conseguenza di una situazione di disagio. I buonisti dell'accoglienza sono perfino arrivati a sostenere che si sia trattata di una messa in scena organizzata dalla Lega, che avrebbe pagato il ragazzo per simulare il tutto, utilizzando un peluche al posto di un gatto. Una tesi che si è diffusa a macchia d'olio in una certa parte dei social, raccogliendo proseliti da parte di chi ha gridato al complottismo in fase elettorale, visto che la Toscana si prepara alle prossime regionali. Le Iene hanno interpellato i Carabinieri per fare chiarezza e no, quella del gatto arrostito da un immigrato non è una fake news.

I fatti sono avvenuti nei pressi della stazione di Campiglia Marittima, piccolo centro della provincia livornese. Il caso ha assunto eco nazionale grazie a una donna che, mentre cercava di fermare l'uomo dal suo intento, ha ripreso il tutto con il telefono "perché avevo paura che scappasse". La donna si chiama Graziella Cataldo e subito dopo i fatti ha parlato con Le Iene per spiegare quanto accaduto: "C'erano schizzi di sangue e ho urlato perché si fermasse ma l'animale era già cotto". I teorici di social che hanno gridato al complotto anti-immigrazionista sonostengono che siano stati pagati 50euro per imbastire quello che, ai loro occhi, appare solo come un siparietto mortificante per gli immigrati. È una teoria che la redazione de Le Iene ha voluto approfondire contattando il Comando Provinciale di Livorno, che ha ricostruito il lavoro effettuato dalla stazione di Piombino, competente sul caso.

"Il gatto era vero, eccome. Siamo intervenuti per spegnere il barbecue", hanno spiegato i militari, raccontando che l'uomo ripreso mentre arrostisce il gatto è un giovane 21enne della Costa d'Avorio. "È un soggetto problematico dal punto di vista relazionale. Era ospite di un centro di accoglienza in zona e ha avuto problemi disciplinari, per questo è stato allontanato", hanno spiegato gli uomini dell'Arma, che hanno anche tentato di ricostruire la dinamica dei fatti: "Abbiamo documentato le tracce di sangue dove è avvenuto il fatto, in più abbiamo acquisito testimonianze che confermano l'investimento dell'animale. Non risulta di un privato cittadino, perché nessuno ha denunciato la scomparsa o il furto di gatti". In questi giorni si sono chiusi gli accertamenti da parte dei Carabinieri ed è scattata la denuncia per maltrattamento e uccisione di animale.

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