Gender, protesta delle associazioni: niente figli a scuola il 4 dicembre

Generazione Famiglia lancia una mobilitazione contro il gender e accusa il ministro Giannini: "Dice che il gender è una truffa, ma in realtà nelle scuole vengono insegnate certe teorie"

Gender, protesta delle associazioni: niente figli a scuola il 4 dicembre

La questione era stata già chiarita dal ministero dell’Istruzione, lo scorso 15 settembre, con una circolare. Poi, il ministro Giannini era di nuovo intervenuta, personalmente, un mese fa, sul tema del presunto inserimento delle cosiddette teorie gender nelle scuole italiane, ribadendo come l’art.1 comma 16 della legge Buona Scuola, si riferisse solamente alla promozione dell'educazione alla parità di genere e non ad altre teorie, come quella gender, appunto, definita dallo stesso ministro una “truffa culturale”.

Nonostante le rassicurazioni del ministero però, i movimenti pro-family sono tornati sul piede di guerra. In particolare Generazione Famiglia, una delle sigle che ha organizzato il Family Day dello scorso 20 giugno a Roma, ha lanciato una campagna per chiedere al ministro Giannini di pronunciarsi nuovamente sul tema del gender nelle scuole. L’oggetto del contendere, infatti, è proprio l’interpretazione del comma 16 della legge Buona Scuola. Un passaggio controverso della legge, sul quale il ministero aveva rassicurato le famiglie, affermando come questo si riferisse semplicemente alla promozione di iniziative contro la discriminazione di genere negli istituti scolastici. I movimenti denunciano invece come nei fatti, nelle scuole italiane, si prediliga una interpretazione più ampia di questo comma, sulla base della quale vengono promosse proprio queste teorie sull’identità di genere, assieme a questioni politiche come quella della omogenitorialità e della concessione di matrimoni ed adozioni per le coppie dello stesso sesso. Per questo Generazione Famiglia ha invitato i genitori italiani a sottoscrivere ed inviare una lettera di protesta al ministro Giannini e ad astenersi dall’accompagnare i propri figli a scuola il prossimo venerdì 4 dicembre. Una protesta alla quale hanno già offerto la propria adesione ufficiale anche gli altri organizzatori del Family Day di giugno, come Voglio la Mamma di Mario Adinolfi, ProVita Onlus e Giuristi per la Vita.

Con la lettera i movimenti chiedono quindi, un nuovo incontro con il ministro, “per ottenere spiegazioni su come possa conciliarsi l’interpretazione del ministero con quello che avviene realmente nelle scuole del territorio italiano”, spiega Filippo Savarese, portavoce di Generazione Famiglia, sentito al telefono da ilGiornale.it. Secondo Savarese infatti, sarebbero “molte le iniziative rivolte a presidi e docenti, promosse da associazioni LGBT in collaborazione con diversi comuni italiani, che, sulla base dell’attuazione del comma 16 della Buona Scuola, sensibilizzano i dirigenti scolastici di elementari e materne, a promuovere corsi sulla sessualità e sull’identità di genere nelle scuole italiane”. Per il portavoce di Generazione Famiglia, “corsi di formazione” di questo tipo si sarebbero già svolti a Torino, mentre altri due appuntamenti del genere sarebbero in programma il 4 e il 10 dicembre a Bari. Sul numero di adesioni all’iniziativa il portavoce di Generazione Famiglia ha preferito, infine, non pronunciarsi nei dettagli, limitandosi ad affermare che "finora sono state scaricate dal sito migliaia di lettere” ma che non si sa quante di queste verranno poi effettivamente spedite. Per questo motivo l’associazione preferisce “aspettare la giornata del 4 dicembre” per fornire dati ufficiali sulla partecipazione.

Continua quindi il braccio di ferro tra i movimenti pro-family e la ministra Giannini, che, accusa Savarese, “aveva già rifiutato un incontro con le associazioni” proprio sul tema dell’interpretazione pratica del comma 16 della legge. Un’interpretazione che secondo i movimenti continua a lasciare spazio al dubbio. Un dubbio che però, secondo il ministero, sarebbe “assolutamente infondato e costruito, forse, ad hoc".

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