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Genova, Bucci mantiene la promessa: riapre la discarica di Scarpino

La conferenza dei servizi autorizza la riapertura del sito che dagli anni '60 accoglie la "rumenta" dei genovesi, dopo la chiusura del 2014. Scongiurato l'aumento della Tari

Genova, Bucci mantiene la promessa: riapre la discarica di Scarpino

Buone notizie per i contribuenti genovesi: a giugno la discarica comunale di Scarpino riaprirà. La decisione, voluta fortemente dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco Bucci, è stata ratificata ieri dalla conferenza dei servizi, che ha dato l'ok al rilascio dell'autorizzazione per l'apertura del lotto 3 della discarica situata sulle alture di Sestri Ponente e chiusa ormai dal 2014.

Come precisato da Tiziana Merlino, direttore generale di Amiu (la municipalizzata dei rifiuti), "la Città metropolitana rilascerà l’autorizzazione entro dieci giorni. E nel frattempo chiuderemo i contratti con i gestori degli impianti dove saranno trattati i rifiuti prima che vengano portati a Scarpino 3: contiamo che l’attività della discarica possa riprendere entro giugno" ha spiegato Merlino.

Dunque Scarpino riapre le porte ai rifiuti dei genovesi. Rifiuti che però verranno trattati altrove. In base a quanto stabilito nel 2013 dalla circolare del Ministero dell'Ambiente guidato allora da Andrea Orlando, è obbligatorio dotarsi di impianti per la separazione della parte secca da quella umida della spazzatura indifferenziata. Impianti che Scarpino non aveva e non ha ancora. Dunque, fino a che non saranno implementati gli impianti della Volpara e a Campi, l'Amiu dovrà continuare a sostenere dei costi extra.

Soddisfazione è stata espressa da Matteo Campora, assessore comunale all'Ambiente: "In questi mesi abbiamo lavorato intensamente con la sua partecipata per raggiungere questo importante obiettivo. Il cambio di management aziendale ha contribuito ad accelerare il percorso per garantire la riapertura di un impianto vitale per i conti di Amiu e per la città", ha detto.

L’autorizzazione all’apertura sarà emessa ufficialmente tra una decina di giorni, quando Amiu potrà concludere gli accordi commerciali con gli impianti che pre-tratteranno i rifiuti. A quel punto Amiu, in collaborazione con il Comune, potrà dare avvio al processo per la realizzazione dell'impiantistica mancante, per rendere Genova autosufficiente in tutte le fasi del ciclo dei rifiuti.

La decisione della conferenza dei servizi arriva al termine di un quinquiennio da dimenticare per la "rumenta" genovese. Dopo l'entrata in vigore della circolare Orlando, la discarica di Scarpino era rimasta aperta ancora per qualche tempo grazie a una deroga concessa dalla Regione. Ma l'esaurimento dei volumi disponibili di Scarpino 2 ne aveva decretato la chiusura ufficiale a fine 2014.

Da allora Genova ha continuato a trasferire i suoi rifiuti fuori regione, con un aggravio di costi pari a circa 130 milioni di euro che hanno svuotato le casse di Amiu, la quale ha dovuto indebitarsi per continuare a garantire il servizio di raccolta dei rifiuti. Il passo di ieri appare decisivo per andare nella direzione auspicata dal sindaco Bucci: risanare i conti di Amiu per poi investire in modo massiccio sulla raccolta differenziata, da anni praticamente ferma al palo (32,9% nel 2016 contro il 43% della regione Liguria).

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