Genova, contestato il sindaco Doria. Renzi: "Il sostegno non mancherà"

Il capo della Protezione civile: "Piangono tutti, ma ci si scorda in fretta". Il Papa all'Angelus: "Prego per la popolazione"

Il sindaco Marco Doria parla con alcuni cittadini

A Genova qualcosa non ha funzionato. Lo aveva già detto ieri il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, che oggi torna all'attacco, in un'intervista concessa alla Repubblica e accusa il Paese di non fare abbastanza.

"Lo Stato è impotente. Nelle condizioni attuali, come s'è visto giovedì a Genova, non è in grado di tutelare la vita dei cittadini". Non solo. Gabrielli parla dell'insufficienza del parco mezzi, di una Protezione civile che così non è in grado di funzionare. L'immagine è forte: "È come se mi avessero mandato sul fronte con una scatola di aspirine per una guerra non voluta da me".

Se a Genova i danni, considerando soltanto gli edifici pubblici, ammontano a 200 milioni di euro, Gabrielli ricorda ancora che nel Paese servirebbero "due miliardi e 300 milioni" per 14 delle 21 emergenze dell'ultimo triennio. Dice anche che il governo nel 2013 "si è dimenticato di finanziare il Fen, il Fondo per l'emergenza nazionale", mentre quest'anno ha stanziato "70 milioni di euro", una cifra che non è certo vicina a quella necessaria.

I genovesi sono tornati in strada anche oggi, per riprendere i lavori di pulizia. Accanto a loro anche le forze dell'ordine e i militari. Solidarietà e malumori vanno di pari passo, tanto che il sindaco Marco Doria è stato contestato, mentre parlava con commercianti e residenti in piazza Colombo. Molti abitanti della città hanno parlato in questi giorni dell'assenza delle istituzioni.

Per strada, già ieri, il cardinale Angelo Bagnasco, che oggi ha parlato con i giornalisti e messo in chiaro che "la gente ha bisogno di aiuti concreti e adeguati, ma anche di non sentirsi sola, abbandonata dalle istituzioni a tutti i livelli". Al termine dell'Angelus un ricordo di papa Francesco, che ha assicurato le sue preghiere alla popolazione colpita.

E in serata è tornato a parlare Matteo Renzi, che ha scritto su facebook che se "adesso tutti a strapparsi le vesti, tutti a indossare la faccia contrita d'ordinanza", poi "del dissesto bisogna occuparsi quando

non ne parla nessuno, non quando ci sono i titoloni". Ha comunque assicurato che il sostegno del governo "non manca e non mancherà" e che il governo utilizzerà i due miliardi non spesi a su Genova a causa della burocrazia.

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