Giletti attacca Giarrusso "Voi avete trattato i boss ​come ladri di polli..."

Durissimo scontro fra il conduttore di “Non è l'Arena” e l'europarlamentare ex Iena Dino Giarrusso: “Capisco che dovete difendere Bonafede. Mi fa specie che una ex Iena giochi con le parole”

Giletti attacca Giarrusso "Voi avete trattato i boss ​come ladri di polli..."

Dopo la sfuriata in diretta televisiva contro l'ormai ex-direttore del Dap Francesco Basentini in merito alla scarcerazione del boss dei casalesi Pasquale Zagaria, il conduttore di “Non è l'Arena” Massimo Giletti torna ancora una volta sulla questione. La vicenda ha scatenato un gran polverone, che ha infine portato alle dimissioni dello stesso Basentini, sostituito dal procuratore generale di Reggio Calabria Dino Petralia, e a duri attacchi nei confronti dell'attuale ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

Durante la puntata di ieri sera Giletti è tornato sul caso, andando inevitabilmente a scontrarsi con l'europarlamentare grillino ed ex Iena Dino Giarrusso, che da ospite della trasmissione ha subito preso le parti del collega di partito.

“C'è stato un duro scontro fra il sottoscritto e l'ex capo del Dap”, ha esordito Giletti, introducendo l'argomento. “Perché è successo? Perché uno dei boss più importanti, Pasquale Zagaria, fratello di Michele (capo del clan dei Casalesi), è tornato a casa, agli arresti domiciliari. Da essere rinchiuso in carcere in Sardegna, è tornato a casa. Il ministro Bonafede è dovuto andare in parlamento a rispondere dopo gli attacchi delle opposizioni”, ha riepilogato il conduttore di “Non è l'Arena”, cercando di ricostruire la vicenda.

Giarrusso ha subito ribattuto con veemenza: “Nessuno è stato scarcerato a causa del “Cura Italia”. Nel decreto si prevedeva una particolare attenzione nei confronti di detenuti che potessero avere il Coronavirus o diventare veicolo di Coronavirus, ma erano esclusi coloro che erano in carcere per associazione mafiosa, violenza domestica, stupro etc. In tutte le ordinanze di scarcerazione, tutte, non viene mai citato il decreto “Cura Italia”, ma l'articolo 147 del codice penale”.

“Ma perché allora Basentini si è dimesso?”, cerca di tagliar corto Massimo Giletti.

“Dovremmo chiederlo a lui”, risponde Giarrusso, lasciando il conduttore di stucco. “Lo avrà fatto dimettere qualcuno”, attacca Giletti. Caos in studio, con Luca Telese, altro ospite della trasmissione, che non crede che Basentini si sia dimesso da solo, e rimarca sulla bufera che ha investito il ministero della Giustizia nell'ultima settimana.

“È stato raccontato che questo governo ha fatto uscire dei boss, e sapete tutti che non è vero”, ribatte l'europarlamentare grillino. “Nessuna legge è stata cambiata, anzi. Io sono di Catania, sono contro la visione secondo cui bisogna liberare tutti. Sono per l'assoluta attenzione a queste cose”, continua.

“Ma allora come mai escono?”, incalza ancora Giletti.

“Non possiamo dire che un ministro decide le scarcerazioni”, risponde Giarrusso.

“Nessuno ha mai detto questo”, precisa Giletti.

“Ma lo ha detto Salvini”, attacca Giarrusso, tirando il mezzo il leader della Lega. I toni in studio diventano sempre più accesi, con l'ex Iena che definisce il caso Zagaria come un errore umano.“Come tu farai vedere, e lo sai benissimo ”, afferma duramente, rivolgendosi a Giletti. “Non potete trattare criminali importanti come Zagaria come ladri di polli, questo non lo possiamo accettare in un Paese normale. Il Dap ha un ruolo importante, non può scaricare queste decisioni sui giudici dei tribunali di sorveglianza”, commenta il conduttore di “Non è l'Arena”.

“Alfonso Bonafede ha fatto un decreto proprio per evitare questi problemi ed ora il giudice dovrà sentire la Procura Antimafia. Il ministro è molto attento ai boss, come tutto il Movimento 5 stelle”, continua Giarrusso.

“Dino, io capisco che dovete difendere Bonafede però, ti prego, questo dialogo non può essere un monologo”, sbotta infine Giletti. “Io non ho detto nulla, ma Basentini da chi è stato nominato? Dal ministro di Grazia e Giustizia”.

“Ma si è dimesso”, ripete l'europarlamentare. “Lo ha fatto dimettere Buonafede”, precisa il conduttore di “Non è l'Arena”.“Si è dimesso lui, non è che gli ha puntato la pistola alla testa”, replica ancora Giarrusso.“Mi fa specie che una ex Iena giochi con le parole”, dice allora Giletti.

“Basentini ha pagato, ma è ancora membro della task force di Conte. Metto il mio futuro nelle mani di persone così?” attacca Giletti, rivolgendosi ancora a Giarrusso. “Io francamente rimango basito. Voi dei 5Stelle avete sempre detto meritocrazia, e io credo alla meritocrazia, ma questo è un caso esattamente opposto alla meritocrazia! Queste persone che hanno il dovere di gestire le carceri in modo serio, non possono poi scaricare le colpe sui magistrati. Ci sarà un'ispezione a Cagliari, ma l'ispezione dovrebbero mandarla al Dap”.

“Quello che hai raccontato è grave”, ammette il grillino. “Però Giarrusso io non ci sto ad essere preso per i fondelli da alcuni tuoi e miei colleghi perché questa è la verità dei fatti. Io non sono entrato nelle battaglie politiche tra Lega e Cinque stelle, sto solo contestando il fatto che un funzionario al quale Basentini aveva dato l’incarico doveva andare fino in fondo e non trattare questa storia come se il signor Zagaria fosse un ladro di polli, perché bisogna avere rispetto di chi è morto per la mafia e per la camorra. E non c'è stato rispetto”, conclude il conduttore.

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