Giovanni XXIII, il Papa della gioia e della misericordia

Gian Luca Potestà, ordinario di Storia del Cristianesimo all'Università Cattolica, ci racconta la figura di Papa Roncalli nella storia del XX secolo

Giovanni XXIII, il Papa della gioia e della misericordia

Gian Luca Potestà, ordinario di Storia del Cristianesimo all'Università Cattolica di Milano, ci ha parlato dell'importanza di Papa Giovanni XXIII per la storia del Novecento, in Italia e in tutto il mondo cattolico. Precedentemente, Potestà ha insegnato Storia medievale e Storia del Cristianesimo e delle Chiese all'Università di Palermo: tra le sue ultime pubblicazioni, Storia del cristianesimo (Il Mulino, con Giovanni Vian), e L’ultimo messia. Profezia e sovranità nel Medioevo (il Mulino)

Come Giovanni XXIII ha cambiato la percezione della figura del Papa, per l'Italia e per la Chiesa?

L'ha cambiata già e innanzi tutto in termini visibili, sul piano della percezione visiva. La figura stessa del Papa si è trasformata nel passaggio da Pio XII a Roncalli.

Pacelli ha di fatto avallato, sostenuto, incrementato la celebrazione di se stesso come Papa angelico, dal fisico diafano, nobile e distaccato. Un vero discendente dei principi Pacelli, da tempo al servizio della Sede romana. Una figura aristocratica. Roncalli invece veniva da un ambiente socialmente e culturalmente umile e modesto: appena arrivato a Roma, per compiervi gli studi ecclesiastici, scrive lettere ai famigliari in cui li rassicura perché - dice - "qui ci si vive da signori, anzi mi dicono che ho già cambiato faccia e divento grasso tutti i giorni". E ai suoi famigliari ai limiti dell'analfabetismo deve spiegare regole postali elementari: "L’indirizzo scrivetelo come faccio io, il bollo mettetelo al suo posto in cima. Guardate che fortuna. Potete diventare letterati senza andare a scuola!" Con il proprio aspetto fisico, Roncalli continua a trasmettere questa immagine semplice e popolare anche quando diventa papa. E così trasforma l'immagine e il corpo stesso del Papa, che fino ad allora aveva rappresentato il massimo della sacralità visibile. Il corpo del papa diventa un corpo umano. Tuttavia, nonostante le apparenze, ci sono anche analogie: sia Pacelli che Roncalli erano diplomatici accorti: non si deve cedere a rappresentazioni troppo ingenue e bonarie di Giovanni XXIII.

Quali sono le analogie tra Giovanni XXIII e Francesco?

Ci sono elementi importanti di continuità: innanzi tutto di stile. Entrambi hanno un carisma naturale che tocca non solo chierici e studiosi ma il popolo nella sua accezione più ampia, fedeli e no, cristiani e no. Perché la loro parola arriva dal mondo della vita, superando e trasgredendo le barriere delle forme.

Le due parole più importanti comuni a entrambi sono "gioia" e "misericordia". Sia nel discorso d'apertura del Concilio "Gaudet Mater Ecclesia" sia nell'esortazione apostolica di Francesco "Evangelii Gaudium", si propone l'annuncio cristiano come annuncio di gioia. Questo unisce Roncalli e Bergoglio, la gioia come stile di vita cristiano. E poi c'è la misericordia, contrapposta al rigore. Per entrambi la Chiesa ha il compito di annunciare la misericordia di Dio sul mondo, piuttosto che di giudicare il mondo.

Perché Giovanni XXIII viene fatto santo proprio insieme a Wojtyla?

L'appaiamento si comprende considerando in controluce il passaggio precedente. Nel 2000 Giovanni Paolo II beatificò Giovanni XXIII insieme a Pio IX, sottolineando così la continuità tra Vaticano I e Vaticano II - e suscitando per questo non poche polemiche. Era un modo per smorzare e attenuare la presunta eccezionalità del Vaticano II.

Ora invece sembra quasi realizzarsi l'operazione contraria. La canonizzazione del solo Giovanni Paolo II avrebbe significato la consacrazione di una certa lettura del Concilio, lasciando sulllo sfondo l'inizio e la fonte di tutto. Appaiandogli Giovanni XXIII, Francesco sembra voler dire: abbiamo superato ogni ostacolo,resistenza e diffidenza dei decenni passati, oggi abbiamo finalmente la libertà e il coraggio di celebrare chi il Concilio lo ha voluto, come un raggio di luce nuova e inattesa per la Chiesa e per il mondo".

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