"Grande numero di vittime": Preynat dimesso e condannato

Padre Preynat è stato dimesso dallo stato clericale. La sentenza del Tribunale ecclesiastico di Lione sullo scandalo degli abusi perpetrati per un decennio ai danni di alcuni scout

Non ci sono più dubbi sul destino ecclesiastico di padre Preynat, il consacrato francese al centro dello scandalo che ha portato anche alla condanna in primo grado per insabbiamenti del cardinale Philippe Barbarin: il Tribunale ecclesiastico di Lione ha disposto per il primo le dimissioni dallo stato clericale. Preynat non svolgerà dunque più alcun tipo di attività propria del clero transalpino e cattolico. Nella disposizione giudiziaria, che è stata riportata anche dall'agenzia Sir, viene specificato pure come si possa parlare di un "gran numero di vittime". Parliamo purtroppo di abusi effettuati ai danni di scout. Il periodo interessato da questi accadimenti copre almeno un decennio.

Ricorderete di come il cardinale Philippe Barbarin, forse anche per via dell'esito della sua vicenda processuale, abbia chiesto al Santo Padre papa Francesco di dimettersi dall'arcivescovato di Lione, dov'era incaricato. Jorge Mario Bergoglio, pur respingendo la domanda dell'alto porporato, ha poi comunque deciso di nominare un amministratore apostolico che ne potesse svolgere le funzioni. La vicenda è complessa, ma non sembrerebbero pochi gli ambienti ecclesiastici convinti della non colpevolezza del porporato francese. Quella di Preynat, invece, è stata riconosciuta come tale secondo le norme di diritto canonico: "Padre Bernard Preynat è stato condannato per aver commesso reati sessuali contro minori di età inferiore ai 16 anni", si legge nel testo pubblicato sulla fonte sopracitata.

Le vittime, però, continuano a chiedere giustizia. E di questo, anche sotto il profilo dei risarcimenti, dovrà adesso occuparsi la Chiesa cattolica.

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