"Se è vegano non è hamburger" E l'Ue decide sulla "non-carne"

In attesa della decisione del Parlamento europeo sull’abolizione delle definizioni ingannevoli utilizzate per definire gli hamburger e le salsicce vegane è nata una battaglia tra allevatori e industria della carne contro salutisti e vegani

L'industria della carne e gli allevatori difendono il nome e il consumo dei veri hamburger.

È nata una vera e propria battaglia contro gli hamburger e le salsicce vegane in attesa della decisione del Parlamento europeo sull’abolizione del divieto di definire “carne” ciò che non lo è. Di fatti non è corretto usare il termine “carne” per definire ciò che non arriva dal mondo animale ma che nasce da un mix di sostanze vegetali, spezie, coloranti ed esaltatori di sapore.

Per contrastare le lobbies delle multinazionali che investono sui prodotti vegani le principali Organizzazioni agricole europee hanno lanciato la campagna “Questa non è una bistecca”. Non è un attacco ai prodotti vegetali ma una battaglia per la corretta informazione al consumatore contro il marketing delle imitazioni. Già tre anni fa la Corte di Giustizia Ue aveva cancellato dagli scaffali dei supermercati il "latte di soia" e il "formaggio verde" ritenendo errata la terminologia utilizzata . In particolare nel 2018 la Francia aveva bandito l'utilizzo di definizioni come bistecca, polpette, scaloppine o cotolette per pezzi di carne a base di vegetali.

A causa del Covid 19 il consumo della carne è calato del 3%. Al contrario il consumo dei prodotti per vegetariani e vegani è cresciuto del 264%. I produttori e allevatori di carne chiedono all’Ue che sulle etichette degli hamburger e delle salsicce vegane ci sia il massimo della trasparenza a partire dal nome che non può essere lo stesso dei veri prodotti a base di carne.

Gli hamburger vegani sono ingannevoli per il 93% degli italiani. È quanto emerge da un’analisi di Coldiretti. I consumatori rischiano così di mettere nel carrello della spesa finti hamburger con soia, spezie ed esaltatori di sapore o false salsicce riempite con ceci, lenticchie, piselli, succo di barbabietola o edulcoranti grazie alla possibilità di utilizzare nomi come “burger vegano” e “bistecca vegana”, bresaola, salame, mortadella vegetariani o vegani con l’unico limite di specificare sull’etichetta che tali prodotti non contengono carne.

In difesa degli hamburger vegani ci sono i salutisti. Hanno ribadito che la loro produzione fa bene all’ambiente perché consumano meno acqua e rilasciano meno CO2 dei prodotti originali. In gioco inoltre ci sono molti interessi economici. Multinazionali come Nestlé e Unilever sono scese in campo a difesa dei loro investimenti miliardari nel mercato delle carni alternative. Il settore vegan è ritenuto il futuro di Wall Street. Basti pensare che Beyond Meat, uno dei leader degli hamburger ecologici, ha fatturato nel 2019 "solo" 200 milioni ma vale in Borsa 11 miliardi da Marzo.

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Commenti

cgf

Gio, 22/10/2020 - 14:21

un minuto di raccoglimento per tutte quelle cimici macinate insieme alla soia e per quei vegani che son convinti di mangiare solo verdure.