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TOGHE E SINISTRA

I nemici del governo e i nemici del Paese

I magistrati della Corte dei Conti a sorpresa non hanno dato l'ultimo via libera alla partenza dei lavori per la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina

I nemici del governo e i nemici del Paese

Sarà anche una coincidenza, ma nel giorno in cui si approva la riforma della giustizia, la giustizia blocca, con motivazioni capziose, uno dei provvedimenti simbolo di questo governo. I magistrati della Corte dei Conti a sorpresa non hanno dato l'ultimo via libera alla partenza dei lavori per la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina, grande opera per la quale era tutto pronto: investimenti per oltre dieci miliardi, migliaia di lavoratori che si erano già prenotati certi di portare a casa ottimi salari per diversi anni. Solo uno stupido può sostenere che non si tratti dell'ennesima sentenza politica per mettere il bastone tra le ruote a un centrodestra che si ostina a provare a togliere il Paese dalle secche dopo oltre un decennio di governi pasticcioni e inconcludenti. Chi oggi a sinistra festeggia per la decisione è un anti italiano, è uno che spera di lenire le sue frustrazioni a danno di tutti gli italiani. La domanda è financo banale: se un governo non può decidere le politiche di sviluppo (vedi il Ponte), non quelle che riguardano la sicurezza (tipo i centri di accoglienza in Albania), non quelli che riguardano il sistema giudiziario (la rivolta in corso contro la riforma), che ce lo teniamo a fare nel nostro ordinamento istituzionale? Se l'ultima parola deve spettare non al Parlamento eletto, non al presidente della Repubblica nominato da eletti, bensì a uno dei poteri più auto referenziali, ideologici e marci (come emerso dal caso Palamara), che votiamo a fare? A me viene un dubbio atroce: vuoi vedere che la nostra Costituzione non è esattamente "la più bella del mondo" come recitato in diretta da Roberto Benigni in una fortunata serie televisiva? Indro Montanelli ebbe a dire: "Questa Costituzione porta male gli anni da quando aveva un giorno", in quanto pensata per esautorare il potere esecutivo a vantaggio di un consociativismo che impedisse l'esercizio della democrazia diretta. Cioè per evitare che la volontà popolare (che aveva insediato il fascismo) potesse avere il sopravvento sui poteri e le corporazioni dello Stato. E purtroppo ancora lì siamo.

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