"I terremotati nelle casette di legno? Subiranno controlli dalla Finanza"

In arrivo le casette di legno per i terremotati. Ma Errani li avverte: "Chi ci andrà a vivere, subirà controlli da parte della Finanza"

"I terremotati nelle casette di legno? Subiranno controlli dalla Finanza"

"Non sono alla ricerca del consenso". Vasco Errani, commissario nominato da Matteo Renzi per gestire l'emergenza terremoto, lo mette subito in chiaro. In effetti, quello che ha annunciato ai terremotati di Arquata non è stato preso benissimo. Anzi, in molti se la sono presa perché, sotto sotto, c'era l'implicita accusa di imbroglio a molti sfollati che chiedono al governo di dargli una sistemazione nelle casette di legno. "Chi non ci abita nelle casette, non le prenda, perché verrà a controllare la Finanza. È chiaro?".

Nel Centro Italia la situazione post sisma sta mettendo a dura prova il governo. Come ha già spiegato Giuseppe De Lorenzo sul Giornale.it, "i famosi prefabbricati sponsorizzati dal premier faranno vivere gli sfollati peggio dei carcerati. Appena 5 mq a testa, quando ai detenuti bisogna garantirne almeno sei. Altrimenti scatta l'accusa di tortura". Il problema è che, oltre a far viverli come deportati nei lager, le casette di legno esporranno i terremotati alle angherie del Fisco. "Nel decreto abbiamo stabilito il diritto che il risarcimento al 100% per la prima casa e di quella che chiamiamo seconda casa, ma non è seconda casa, è la vita di Arquata, la sua economia, la sua identità - ha spiegato Errani - questo è garantito, e dato che da un po' avete cominciato a conoscermi, se dico che è garantito, è garantito. Perché io - ha continuato - non vengo a comprare né a vendere frigoriferi. È chiaro? Non sto facendo il venditore e non sono alla ricerca di consenso". Il lungo preambolo del commissario per indorare la pillola: chiunque prenderà una casetta di legno, sarà sottoposto ai controlli della Finanza. "Anche se questo non produrrà applausi".

Il problema del governo è che iniziano a scarseggiare i soldi. Anzi, non ce ne sono proprio. Perché, come spiega Franco Bechis su Libero, "le scosse del 26 e del 30 ottobre hanno reso senza casa e senza possibilità di avere l'agibilità della propria abbandonata altri terremotati che non avevano fatto richiesta a settembre e a ottobre". Le esigenze sono così aumentate. E i tempi di consegna sono stati, inevitabilmente, ritardati. Nel frattempo almeno 8.500 sfollati sono ospitati negli hotel della costa marghigiana. Al governo costano mille euro al mese ciascuno perché oltre a un letto garatisce loro pure un pasto. Una cifra che ben al di là di quella inizialmente preventivata dal ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. E adesso, senza la flessibilità dell'Unione europea, per Renzi la situazione si mette molto male.

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