Igor il russo: "Ho dovuto uccidere per non essere ucciso"

Il killer continua a parlare dal carcere. Lo specialista che lo segue: "Non è un fanatico, ma ha una personalità complessa"

Igor il russo: "Ho dovuto uccidere per non essere ucciso"

Igor il russo rimane chiuso nel carcere di Saragozza. La sua giornata è scandita dagli allenamenti e dalla lettura. E dalla voglia di raccontare la sua vita. Norbert Feher-Igor Vaclavic, Igor il russo. Tanti nomi per indicare una personalità difficile, con un solido addestramento militare alle spalle, che ama combattere. E che dice: "Ho ucciso perché mi sono trovato in situazioni in cui solo il più abile sopravvive. Mi dispiace per quello che è successo ma ho dovuto uccidere per non essere ucciso". Prima era andato più in là, dicendo: "Mi ha chiesto Dio di uccidere".

Lo specialista che lo segue ha detto di lui: "Non è un fanatico, ma un soggetto con una personalità complessa e problematica dal punto di vista psicologico e psichiatrico, e che meriterebbe di essere approfondita con una perizia super partes". Ma è sul suo addestramento militare che Igor rivela maggiori dettagli: "a detto di aver avuto un addestramento militare in Serbia, ma non nel periodo del conflitto con la Croazia. Poi si è arruolato come volontario mercenario in Ucraina". A combattere al fianco di chi non si sa. Di certo Norbert Feher è uno che sa sparare, sa come nascondersi e fuggire dalle forze dell'ordine. Come ha dimostrato la sua lunga fuga.

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