Igor il russo: "Ho ucciso per difesa, il carcere è un'avventura"

Freddo e determinato, nelle parole di Igor non emerge segno di pentimento per le morti che ha causato

Igor il russo: "Ho ucciso per difesa, il carcere è un'avventura"

"Ho ucciso per difesa, quando vengo attaccato reagisco". Norbert Feher Ezechiele, conosciuto in Italia come Igor il russo, spiega così le uccisioni, per le quali è stato condannato all'ergastolo in Italia. Ora si trova in Spagna, sel carcere di massima sicurezza a Zuera, in attesa di essere processato.

Lì è tenuto in isolamento, sempre con le manette ai polsi quando esce dalla cella e guardato a vista dagli agenti penitenziari. Il killer più pericoloso degli ultimi anni aveva ucciso, nell'aprile 2017, Davide Fabbri, un barista del Bolognese e la guardia volontaria Valerio Verri. Poi era fuggito, facendo perdere ogni traccia di sè per mesi, prima di essere catturato a Turuel, a dicembre del 2017.

Dice di aver ucciso solamente per difendersi: "Sono stato addestrato così, durante il servizio militare in Ungheria. Sono stato lì un anno e mezzo circa, ho imparato a difendermi a costo di uccidere", racconta Igor durante un'intervista a Libero. Ma, afferma, che "con i delitti in Italia le cose comunque non sono andate come dicono": Verri, a sua detta, gli aveva dato l'impressione di essere armato e per questo il killer gli aveva sparato. Un'azione che aveva il solo scopo di difesa.

Dice di aver fatto del male solo "involontariamente", ma non cambierebbe quasi nulla di quello che ha fatto. Solo una cosa: "Sono stato arrestato perché con l' auto sono finito nel fosso. Ho battuto la testa, dovevo per forza fermarmi. Ecco, se potessi tornare indietro anziché a destra verso le guardie civil, andrei a sinistra". E non c'è segno di pentimento nelle parole di Igor, perché è convinto che quanto sia capitato "non è stato un caso. È tutto scritto". Non solo. Alla giornalista che gli chiede se ammazzerebbe ancora, risponde: "Sì, se è necessario. Sono stato addestrato così. In certi casi il male è indispensabile". Parole che suonano come un controsenso, dato che Igor è molto credente: prega 5 ore al giorno e l'unico libro che legge, a parte i fumetti, è la Bibbia. Ma, spiega lui, nelle Sacre Scritture, oltre al comandamento "non uccidere", "c'è anche il perdono".

In Italia per nove anni, il killer più spietato degli ultimi tempi, non vede sua madre e la sua famiglia da 18 anni, "perché per digerire certe cose serve tempo. C' è un tempo per tutto". Ma lui sostiene di essere "molto sereno", anche se deve passare i suoi giorni da solo, senza poter parlare con nessuno, guardare la tv o ascoltare la radio. Perché in questa condizione dice di stare bene: una sola cosa gli manca, guardare Dragon Ball. E la sua Bibbia originale, sequestratagli dagli agenti.

In Italia è già stato condannato all'ergastolo, in Spagna lo aspetta un processo per due tentati omicidi e diverse rapine, anche se alcuni crimini, sostiene, non sarebbero opera sua: "Mi stanno attribuendo morti e rapine che io non ho assolutamente commesso. Se c' è un caso irrisolto lo assegnano a me. Ma sinceramente a me cambia poco avere 30 anni di condanna o l' ergastolo. Avrò duecento anni in tutto da scontare. Dovrei essere Highlander per farmeli tutti". Il carcere non sembra spaventare Igor, che vede questa condizione come un segno del destino: "Questo è successo solo per poter fare una nuova avventura che il Signore mi ha riservato. Quindi vado avanti con più forza di prima".

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