Introiti in nero e fatture false: i furbetti del reddito di cittadinanza

Tutto per il reddito di cittadianza, il blitz della Guardia di Finanza ha permesso di scoprire un'associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale: eseguiti tre arresti domiciliari

Introiti in nero e fatture false: i furbetti del reddito di cittadinanza

Un giro di fatture false per nascondere operazioni in nero, un manager delle frodi, che aveva costituito quattro società con il solo scopo di sfornare false fatture. Imprenditori che per continuare a percepire il reddito di cittadinanza non fatturavano lavori resi ad altri soggetti. Tutto per il sussidio di 700 euro al mese da aggiungere agli introiti in nero.

Il sistema per frodare il Fisco

L'operazione Fiscal Service dei finanzieri del Comando provinciale di Palermo ha svelato un sistema rodato per frodare il Fisco. Con lo stesso provvedimento il gip ha disposto il sequestro preventivo di quattro società e 160mila euro. Oltre ai tre finiti ai domiciliari nell'inchiesta sono coinvolte altre 9 persone: tre dipendenti pubblici che avrebbero svolto "in nero" lavori edili e di giardinaggio usufruendo dello "schermo" societario messo a disposizione dall'organizzazione e tre percettori di reddito di cittadinanza, che avrebbero richiesto l'emissione delle fatture false per coprire la propria attività lavorativa e non perdere il beneficio assistenziale, che ora saranno segnalati all'Inps.

Le indagini delle Fiamme Gialle

Come ricostruito dalle indagini dei finanzieri il profitto che spettava agli indagati era il 10% dell'importo delle fatture. In buona sostanza le società finite nel mirino degli investigatori avrebbero fatto da tramite tra chi commissionava un lavoro e chi lo effettivamente eseguiva. Tra i destinatari della misura cautelare, ad un soggetto viene contestato anche il reato di truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche in quanto, nascondendo i redditi di cui sarebbe risultato titolare, avrebbe ottenuto indebitamente la percezione dell'assegno sociale corrisposto dall'Inps, mentre un altro risulta percettore del reddito di cittadinanza beneficio che, per effetto del provvedimento, verrà immediatamente sospeso.

Ad uno degli indagati viene contestato anche il reato di truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche. "Occultando i redditi di cui sarebbe risultato titolare - spiegano gli investigatori delle Fiamme gialle -, avrebbe ottenuto indebitamente l'assegno sociale dell'Inps per un importo di 3.300 euro, mentre un altro risulta percettore del reddito di cittadinanza per un ammontare di 700 euro mensili, beneficio che, per effetto del provvedimento, verrà immediatamente sospeso".

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