Inchiesta concorsi truccati, Galli non va in tribunale

Il professore ha deciso di non partecipare all'interrogatorio con i pm. L'avvocato Li Vigni: "Dobbiamo ancora avere a disposizione tutti i documenti e una chiara documentazione sulle accuse"

Inchiesta concorsi truccati, Galli non si presenta in tribunale

Finito nel registro degli indagati per i presunti concorsi universitari truccati nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla procura di Milano, il professore e virologo Massimo Galli, divenuto popolare nel corso della dichiarata emergenza sanitaria, ha deciso di non presentarsi in tribunale oggi. La ragione è che attualmente la difesa non ha ancora un quadro preciso della situazione, come spiegato dall'avvocato Ilaria Li Vigni. "Dobbiamo ancora avere a disposizione tutti i documenti e una chiara documentazione sulle accuse", ha spiegato il legale, come riportato da La Verità.

Il caso

A finire al centro dell'inchiesta per concorsi truccati, inchiesta che riguarda le università milanesi Statale, Bicocca e Cattolica, ben 24 docenti, oltre ad altri dipendenti. Secondo le indagini condotte dai pm Luigi Furno e Carlo Scalas, Massimo Galli, responsabile Malattie infettive dell'ospedale Luigi Sacco, avrebbe avuto un ruolo in questa presunta attività illecita. L'indagine, in ogni caso, non si è ancora conclusa, pertanto mancano ancora dei dettagli. Persino le accuse devono ancora essere formulate ufficialmente: si va dall'associazione a delinquere e dal falso ideologico sino ad arrivare alla turbativa d'asta.

Per quanto riguarda Galli, tutto parte dalla richiesta di interdittiva presentata dai pubblici ministeri lo scorso inverno (gennaio-febbraio 2021). Un documento di 500 pagine che, come ricorda la Verità, contiene le intercettazioni di tutti gli indagati, comprese quelle del famoso virologo.

Le accuse a Galli

Massimo Galli, in paricolare, sarebbe coinvolto in almeno 4 casi di presunto intervento nei concorsi, uno relativo al bando per il posto da professore di seconda fascia al dipartimento di Scienze biomediche e cliniche del Sacco: a vincere fu l'infettivologo Agostino Riva, assistente di Galli. Lo stesso Galli aveva il compito di esaminare i partecipanti al concorso e, stando alle accuse, la riunione del 14 febbraio 2020 indetta per valutare i candidati servì a ben altro scopo: "il risultato del lavoro collegiale della commissione" fu concordato da Massimo Galli e da Agostino Riva. A farne le spese fu il primario del reparto di Malattie Infettive dell'ospedale Niguarda di Milano Massimo Puoti, che ha confermato le accuse.

C'è poi il caso di Gianguglielmo Zehender, divenuto professore di prima fascia all'Università degli di Milano: anche Zehender fu un collaboratore del responsabile Malattie infettive dell'ospedale Sacco. Sull'assunzione come biologa al Sacco di Arianna Gabrieli ebbe invece da ridire anche Maria Rita Gismondo.

Da chiarire anche il concorso per il posto di professore di seconda fascia all'Università degli Studi di Torino. Ad essere favorito fu Andrea Calcagno, candidato del professore Giovanni Di Perri: anche in quell'occasione, Massimo Galli faceva parte della commissione esaminatrice.

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