Invasione di cimici anche nei frutteti della Valtellina

A rischio mele, kiwi e olive

Invasione di cimici anche nei frutteti della Valtellina

Invasione di cimici asiatiche in tutta Italia, a causa del caldo anomalo che continua a interessare soprattutto il Centronord. Gravi problemi per l’agricoltura, con danni fino al 40%. L’allarme è stato lanciato dalla Coldiretti, preoccupata per l’arrivo inaspettato di numerose quantità di piccoli insetti chiamati “cimici marmorate asiatiche”.

E adesso arriva l’allarme anche dai frutteti della Valtellina. Non sono per il momento in piena emergenza ma, non è comunque un fenomeno da sottovalutare. Martino Salvetti, della Fondazione Fojanini di Sondrio, cerca di spiegare le loro preoccupazioni in tal proposito “Ci sono anche da noi e stanno cominciando a fare danni. Sono presenti ormai da qualche anno, ma è solo dallo scorso anno, e ancor più da quello corrente, che hanno avuto un’impennata”. Fortunatamente, per il momento, non sembrerebbero aver preso di mira l’area frutticola principale ma, sono molto presenti nella parte bassa della Valle. “A causa delle alte temperature del periodo proliferano e si ammassano sui frutti prima di svernare nelle case o nei luoghi chiusi. Con le loro punture, rovinano i frutti, causando inevitabili deprezzamenti, soprattutto per alcuni tipi di mele, il cui mercato non tollera imperfezioni. C’è da sperare che un inverno rigido le faccia morire” si augura Salvetti. In teoria ci sarebbe un modo per debellarle ma, come spiega l'esperto, in Europa ne è vietata la diffusione. Verranno quindi usate delle reti anti insetto, chiamate monofilare, per proteggere gli alberi da questa insolita invasione. Altra strategia da adottare potrebnbe essere la semina di piante attrattive, del tipo leguminoso. Paride Dioli, enomologo, spiega che le cimici grigie asiatiche e quelle verdi africane, hanno facilità nel proliferare perché vi sono pochi antagonisti in grado di debellarle e le piante dove possono rifugiarsi sono invece molte. Quest’anno sono stati attaccati anche i meli, oltre a pomodori, pesche, pere e soia. Quando le temperature finalmente caleranno gli ospiti assai sgraditi cercheranno sollievo nelle case, per ripararsi dal freddo. E le coltivazioni saranno salve.