Cronache

Ior, inizia il processo all'ex presidente della "banca" del Vaticano

Ior, prima udienza per gli ex vertici della cosiddetta "banca" della Santa Sede. I tempi del processo saranno lunghi. Intanto arriva la perizia sui beni immobili interessati dal caso

Ior, inizia il processo all'ex presidente della "banca" del Vaticano

Inizia il processo all'ex presidente dello Ior. Durante la giornata di ieri si è tenuta la prima udienza. La vicenda è quella riguardante i presunti reati di peculato e autoriciclaggio che sarebbero stati commessi tra il 2001 e il 2008. Gli imputati sono Angelo Caloia, ex vertice della cosiddetta "banca" del Vaticano e l'avvocato Gabriele Liuzzo.

Il primo, che è stato in carica 1990 al 2009, ha settantanove anni. L'avvocato, invece, di anni ne ha novantacinque (ieri non era presente all'udienza ). Il terzo indagato sarebbe il direttore generale dell'epoca, ma questi è deceduto. Il danno calcolato, secondo quanto riportato da IlSole24Ore, è di cinquattasette milioni di euro. Vediamo meglio quanto contestato ai due: una serie di dismissioni sarebbe avvenuta negli anni citati. Si tratterebbe quindi di "svendite", che avrebbero interessato beni immobili. Tutta la questione ruota attorno alle valutazione di questi beni, che sarebbero stati deprezzati sul mercato. Parliamo di 29 beni tra Roma e Milano. La prima notiza sul caso venne data dall'agenzia Reuters, che riportò l'avvenuto congelamento dei conti correnti bancari dei due, quindi l'apertura di fatto dell'inchiesta. Come i lettori ricorderanno, Caloia venne chiamato da Papa Giovanni Paolo II in qualità di successore di Paul Marcinkus.

Sarà necessaria una perizia sul reale valore degli immobili venduti. Questa è la prima novità emersa in precedenza del dibattimento. La richiesta è stata presentata dall'avvocato difensore di Liuzzo. Sempre sul quotidiano citato si legge che:"Nel processo si sono costituiti parte civile lo Ior e la società immobiliare Sgir, partecipata al 100% dall'Istituto. Parte delle eccezioni ha riguardato il fatto se Gianfranco Mammì, attuale dg dello Ior – e molto vicino a Papa Francesco he lo ha voluto in quella carica - potesse costituirsi parte civile anche per conto della Sgir, di cui è consigliere e il cui cda lo ha delegato in merito: il Tribunale ha respinto l'eccezione di inammissibilità". Questa storia, insomma, riguarderebbe in qualche modo anche la forte volontà del pontefice argentino di fare chiarezza attorno alle finanze vaticane puntando sempre di più sull'esigenza di trasparenza.

Il processo, però, potrebbe durare parecchio tempo. La prima udienza è durata quattro ore. Adesso la Corte è chiamata a decidere sull'ammissibilità di alcuni test: cinquanta sono quelli presentati dalla difesa. Dopo questa decisione verrà fissata la seconda udienza. Il tempo di attesa corrisponderà almeno a due mesi.

Si apprende, intanto, che altri dieci milioni sono stati sequestrati all'avvocato Liuzzo. La rogatoria internazionale avrebbe riguardato un conto corrente in Svizzera. Il totale, adesso, sarebbe di diciassette milioni. Lo Ior, da quanto si legge sulle agenzie, vorrebbe che il numero dei testimoni venisse ridotto. Alcuni di questi, infatti, sono considerati "irrilevanti" o "sovrabbondanti" ai fini dell'inchiesta. Si leggono, tra questi, nomi di "spicco", quelli dei cardinali Bertone, Sodano, Farina, Arrieta, Touran. Altri porporati, invece, sono già stati esclusi dalla lista. Nell'elenco comparirebbero anche i nomi di Libero Milone, ex revisore generale dello Ior e dell'attuale e dell'attuale direttore generale. Il numero dei test andrà scremata ento il prossimo 18 di maggio. Nel frattempo, nell'istituto per le opere di religione, sono calate le segnalazioni relative ad attività sospette.

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