Italiani, siamo un popolo di traditori, infedeli e libertini

Nel 70% dei casi delle relazioni extraconiugali si tratta di scappatelle, nel restante 30% di rapporti stabili

Italiani, siamo un popolo di traditori, infedeli e libertini

Il tradimento in Italia sembra essere il passatempo preferito degli italiani. Da Nord a Sud, nessuno si astiene, anzi gli incontri clandestini sembrano proliferare. A rivelarlo poco tempo fa è stato il portale di incontri extraconiugali AshleyMadison.com, il social network dell’infedeltà. Secondo solo a Facebook per crescita di utenti, ogni 4 secondi si iscrive un nuovo utente per la ricerca di un amante ideale. Venticinque milioni di iscritti in circa 37 paesi, 600mila solo in Italia con una concentrazione massiccia nel Nord Italia.

E su 53mila iscritti, sono i romani a primeggiare, relegando al secondo e al terzo posto Milano e Torino, con 37mila e 28mila iscritti.

Una pioggia di registrazioni, infatti, è caduta sulla città romana: da 33.472 del 2011 gli adulterini sono quasi raddoppiati passando a 62.710 e confermando Roma la capitale della scappatella. I fedifraghi sono distribuiti equamente sull’intero territorio urbano con una leggera dominanza delle zone a Nord della città che primeggiano, per una manciata di click, sulle zone Sud e Centro.

Dati alla mano, Roma dimostra di essere veramente la città degli amanti. Ma andiamo ad analizzare gli identikit di questi uomini e donne dediti al tradimento.

Gli uomini, che rappresentano il 56% del popolo degli infedeli, hanno in media sopra i 40 anni, con una laurea in tasca (65%) o un diploma (21%), sono alla ricerca di una donna che incarni il mito di Scarlett Johansson: bionda, burrosa e disinibita, tra i 25 e i 45 anni.

Nella vita di tutti i giorni, sono, nella maggior parte dei casi, manager, informatici o dipendenti statali (a volte ricoprono incarichi governativi) con un conto in banca non indifferente: il 72% ha un reddito sopra la media nazionale. Da non sottovalutare, l’ascendente negativo della routine sotto le lenzuola o di una partner poco avventurosa: molti, infatti, sperano di poter realizzare fantasie inconfessabili o semplicemente non si sentono appagati dal punto di vista sessuale.

Le donne invece sono più caute. Infatti, nonostante si sentano ogni giorno più emancipate e alla pari con gli uomini, hanno ancora la paura del giudizio altrui. Per questo sono più discrete. Il popolo femminile rappresenta il 44% dei traditori, la percentuale sale al 48% nelle grandi città. In media, hanno 38 anni e lavorano nel marketing, nel settore bancario o delle vendite. Laureate (64%) o diplomate (27%) hanno un reddito nella media (67%). Spesso si concedono una scappatella perché vogliono sentirsi desiderate, i loro bisogni emotivi non sono appagati dal partner o molto semplicemente amano il sesso e non vogliono privarsene. Tradiscono i loro compagni con uomini tra i 40 e i 55 anni, castani, alti e muscolosi oltre che economicamente indipendenti.

Nel 70% dei casi si tratta di scappatelle, nel restante 30% di relazioni stabili. Ed è sul luogo di lavoro che l’Italia detiene in Europa il record di relazioni amorose, seguono Germania, Francia ed Inghilterra. Le ragioni? Chi lavora trascorre molto più tempo con il collega che con il coniuge e ciò influisce molto su eventuali tentazioni da tenere a bada ed è facile quindi allacciare relazioni extraconiugali anche con persone a loro volta coniugate.

I posti di lavoro a maggiore rischio di tradimento sono gli ospedali, le cliniche, gli studi professionali, le redazioni giornalistiche, pubblici uffici e banche.

Da questo sondaggio ovviamente si evincono anche le infedeltà a sfondo omosessuale , il 7% dei mariti e il 5% delle mogli.

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