Killer di Budrio, gli inquirenti pensano abbia ucciso una terza persona

La procura di Ravenna ha indagato il 41enne Norbert Feher anche per l'omicidio di Salvatore Chianese, il metronotte ucciso con una fucilata il 30 dicembre 2015 nel Ravennate

Killer di Budrio, gli inquirenti pensano abbia ucciso una terza persona

La caccia al killer di Budrio va avanti senza quartiere. "Fino a quando non sarà catturato noi non ci fermeremo - ha detto ieri il ministro dell'Interno Marco Minniti - perché così si comporta un grande Paese". Il capo del Viminale ieri ha visitato i territori tra Bologna e Ferrara al centro delle ricerche dell'uomo accusato degli omicidi del barista Davide Fabbri e della guardia volontaria Valerio Verri. Intanto la procura di Ravenna ha formalmente indagato il 41enne Norbert Feher, alias "Igor il russo" (Igor Vaklavic), per l'omicidio di una terza persona, Salvatore Chianese, il metronotte ucciso il 30 dicembre 2015 nel Ravennate, con una fucilata. Gli inquirenti sono convinti che sia stato Feher a uccidere Chianese, soprattutto per la tecnica usata, simile a quella messa in atto per altri delitti commessi nella zona.

A insospettire gli investigatori ci sarebbero diversi elementi. In primo luogo dopo aver ucciso l'uomo il killer gli portò via la pistola. La stessa dinamica della tragica rapina del 29 marzo a Consandolo (Ferrara), a danni anche in quel caso di una guardia giurata.

L'identikit del killer

Classe 1976, ex militare, alto 1,80 metri. Ecco l'identikit di Feher. Un uomo pericoloso, in grado di camuffarsi senza problemi. Roberto Tronca, operatore di polizia penitenziaria di Ferrara, intervistato dal programma tv "Pomeriggio 5" ha raccontato Feher che era un detenuto modello: "E' entrato nel 2010 per rapine che ha commesso nel ferrarese ed è rimasto per 5 anni, sino al 2015: in questi anni è stato in carcere senza dare problemi, si è sempre comportato bene con la polizia penitenziaria e gli altri carcerati. Faceva lo 'scopino', puliva la sezione, faceva i lavori istituzionali dell'istituto, li faceva bene, con i compagni di detenzione non aveva problemi, anzi li aiutava economicamente. Era un detenuto perfetto, non ha mai avuto un richiamo disciplinare. Si faceva chiamare Igor. E nessuno in cinque anni è venuto mai a trovarlo in carcere".

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