Come l'8 settembre, ma ora tocca a noi

Per metterci ancora più al riparo dal virus andrebbe chiuso, oltre alla Lombardia, anche questo governo

Per metterci ancora più al riparo dal virus andrebbe chiuso, oltre alla Lombardia, anche questo governo. Quello che è successo dalle 20 di sabato sera alle due di ieri notte ha dell'incredibile: superficialità, fughe di notizie ed errori hanno gettato il Paese nel caos e nel panico più totale, con assalti ai treni, partenze e rientri di massa che in molti casi ha peggiorato la situazione ed aumentato i rischi di contagio (pensiamo ai cittadini del Sud che si trovavano al Nord infettato e sono precipitosamente tornati a casa diventando così potenziali untori).

È vero che è la prima volta nella storia che «chiude» una regione tra l'altro la più importante e popolosa del Paese ma un pasticcio del genere nessuno poteva immaginarlo. Un casino tale che a distanza di 24 ore dalla firma del decreto ancora non è del tutto chiaro quali comportamenti sono vietati e quali no, quale sia il confine tra gli obblighi e i doveri, chi dovrà fare che cosa.

Ci dicono che questo clamoroso ed estremo giro di vite che paralizza totalmente il Nord, le sue imprese, i suoi servizi e le sue famiglie, ha un fondamento scientifico, è sicuramente vero che la priorità è fermare con ogni mezzo la diffusione del virus. Ci crediamo e ci adeguiamo, invitando tutti a farlo scrupolo. Ma non solo mancano completamente le indicazioni pratiche per la vita reale, non c'è traccia e questo è grave su come imprese e famiglie possano far fronte nell'immediato ai problemi economici che queste dure restrizioni comporteranno. Siamo a un nuovo 8 settembre, Conte come Badoglio fa un annuncio storico ma lascia l'esercito senza ordini precisi ma solo «forti raccomandazioni» e divieti aggirabili per «comprovati motivi» lasciati alla libera interpretazione dei singoli cittadini e delle varie forze di polizia.

Oggi abbiamo un compito: essere migliori di chi ci governa, cosa non particolarmente difficile. Ma dobbiamo farlo davvero, convintamente e in concreto. Personalmente non ho paura di ritrovarmi infettato, temo di poter infettare. Non mi perdonerei di mandare in guai seri qualcuno dei miei familiari, qualcuno dei miei colleghi ed amici. Seguirò quindi tutte le indicazioni con scrupolo, sapendo che il nostro lavoro non può prevedere il rischio zero. Fatelo anche voi.

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Commenti

obiettore

Lun, 09/03/2020 - 17:28

Questi mondialisti sono impazziti. Impazza l'idiocrazia.

Savoiardo

Lun, 09/03/2020 - 17:42

E' la prova generale del golpe planetario dei globalisti politicamente corretti. Molto geniale.