Gabrielli aiuta Marino: "Roma non va sciolta ma lui è stato debole"

La relazione arriva a conclusioni diverse da quelle della commissione d'indagine. "Considerare la situazione alla fine della giunta Alemanno"

Gabrielli aiuta Marino: "Roma non va sciolta ma lui è stato debole"

Mafia Capitale è riuscita a infiltrare il Comune di Roma, grazie "ad amministratori corrotti e alle influenze esercitate da Carminati e Buzzi". C'è questo nella relazione che il prefetto Gabrielli ha inviato al ministro dell'Interno e di cui scrivono il Corriere e Repubblica.

Nel testo si legge anche che "schemi e copioni" non sono stati "intaccati dal cambio di amministrazione determinato dalla Giunta" e che il condizionamento "avrebbe portato non solo a determinare l'esito delle procedure di appalto, ma anche ad orientare le scelte di vertici di società partecipate di Roma Capitale".

La commissione sostiene che non c'è "grande differenza tra ciò che è avvenuto durante la Giunta di centro-destra guidata dall'ex sindaco Gianni Alemanno (indagato per associazione mafiosa) e quella attuale, di centro-sinistra, capeggiata da Ignazio Marino".

Ma Gabrielli dice invece che non si può dimenticare il clima in cui iniziò a lavorare Marino. E che bisogna valutare gli atti dell'attuale governo locale alla luce di una situazione quindi ereditata dalla giunta precedente.

Certo ormai che il Comune non sarà sciolto, perché non ci sono "concreti, univoci e rilevanti" elementi "su collegamenti con la criminalità organizzata di tipo mafioso", ma potrebbero essere invece commissariati alcuni dipartimenti e il Municipio.

Nel mirino c'è Ostia, che è già sotto tutela e Tor Bella Monaca.

In serata Liborio Iudicello, Segretario generale di Roma Capitale, ha rassegnato le sue dimissioni, nonostante il tentativo del primo cittadino di evitare la cosa.

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