Lampedusa, il referendum sull'isola: "No ad hotspot e sbarchi dei migranti"

Si è concluso ieri il referendum indetto dal comitato spontaneo di Lampedusa per dire basta agli sbarchi e per chiedere la chiusura dell’hotspot

Lampedusa, il referendum sull'isola: "No ad hotspot e sbarchi dei migranti"

Conclusa a Lampedusa la consultazione popolare in merito alla presenza dei migranti ed alla reale esigenza di una struttura sanitaria locale. Il referendum ha evidenziato la chiusura totale dell'hotspot sull'isola siciliana. Più di 900 abitanti hanno partecipato attivamente al referendum indetto due settimane fa e terminato alle 20 di ieri sera (28 giugno ndr). Il risultato? 988 cittadini hanno votato a favore della chiusura dell’hotspot a Lampedusa. Soltanto 4 i lampedusani favorevoli al centro per migranti.

Si legge una nota del Comitato sponateo cittadino: “In queste settimane abbiamo portato avanti due rivendicazioni fondamentali per le isole Pelagie: la realizzazione di un ospedale sull'isola e il rispetto immediato dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) a Lampedusa e Linosa e la chiusura dell'hot spot e la fine dell'utilizzo di Lampedusa come piattaforma militarizzata per la gestione delle migrazioni. Abbiamo, in più di un'occasione, chiesto alle istituzioni locali di avviare un confronto all'interno delle sedi di rappresentanza democratica locale ma questo ci è stato sempre negato”.

Da trent'anni, a fronte della continua violazione dei diritti più essenziali per la popolazione e per imigranti, Lampedusa viene utilizzata come piattaforma militare, di gestione per le migrazioni ecome "palcoscenico del confine", da parte dei vari governi nazionali, europei e della Nato. Tutto questo con la complicità delle amministrazioni locali e attraverso una strategia ricattatoria morale ed economica, ai danni della popolazione locale. Tutto ciò ha fatto sì che settori della comunità locale cedessero a questi ricatti, traendo a loro volta vantaggi dalla situazione venutasi a creare”. Scrivono i lampedusani. "Le narrazioni dominanti dell'isola improntate alla continua emergenza, da quella edulcoratadell'accoglienza e degli eroi, a quella piena di stigma dell'isola razzista e xenofoba, sono state tutte caratterizzate da grossolane semplificazioni, sempre lontane anni luce dalla complessità deifenomeni e delle dinamiche realmente in atto. Non è nostra intenzione ignorare la gravità del problema migratorio. Riteniamo però che, a partire dalla rivendicazione dei diritti e della serenità per i lampedusani e le lampedusane, possa iniziare un percorso di messa in discussione dell'intera governance delle migrazioni: a partire dall'interventosulle cause che spingono migliaia di persone a lasciare il proprio paese nelle condizioni a cui abbiamo assistito in questi anni, fino alla regolarizzazione dei viaggi, superando così le attualinormative nazionali ed europee, con particolare attenzione al tema dei diritti dei lavoratori,comunitari ed extracomunitari".

Nel frattempo l’ennesimo barcone è stato soccorso in mare. Sono circa 40 i migranti che sono stati salvati nel tardo pomeriggio di ieri nelle acque antistanti di Lampedusa. Il gruppo, come sempre, è stato prima portato a molo Favarolo, e poi all'hotspot di contrada Imbriacola. Quello di ieri è stato il secondo sbarco nell'arco di circa 18 ore.

Non è nostra intenzione ignorare la gravità del problema migratorio. Riteniamo però che, a partire dalla rivendicazione dei diritti e della serenità per i lampedusani e le lampedusane, possa iniziare un percorso di messa in discussione dell'intera governance delle migrazioni”. Conclude il Comitato cittadino.