L'appello ai cittadini della Bergamasca: "Iniziate a stare a casa"

L'assessore Gallera avverte sui rischi del Coronavirus: "Ha una contagiosità velocissima, dobbiamo rallentare la nostra vita sociale"

L'appello ai cittadini della Bergamasca: "Iniziate a stare a casa"

L'obiettivo è chiaro: ostacolare la diffusione del nuovo Coronavirus. Le misure che il governo e le Regioni stanno adottando vanno in questa direzione. Tra queste la Lombardia, che resta la più colpita con 1.820 casi di positività in 15 giorni. A fare il riepilogo di queste prime due settimane è stato Giulio Gallera: "Sono dieci giorni ma sembra un'eternità. Il 20 febbraio si è acceso un click: da zero casi e, molti controlli fatti, siamo in pochi giorni arrivati a 877 persone ricoverate. Una macchina poderosissima si è messa in campo individuando posti di terapia intensiva, aprendone di nuovi e riconvertendo altri posti". L'assessore al Welfare della Regione Lombardia, intervenuto ai microfoni di SkyTg24, ha voluto porre una forte attenzione sulla caratteristica principale del Covid-19: "Ha una contagiosità velocissima". Non è un caso che l'Istituto superiore di sanità ha fatto sapere che nell'area della Bergamasca sarebbe opportuno realizzare un'altra zona rossa.

Gallera si è schierato a favore di tale ipotesi: "Condivido questo parere, ma la decisione deve essere presa dal governo". Dopo l'eventuale scelta dell'esecutivo, si muoverà anche la Regione Lombardia: "Poi noi supporteremmo con l'impegno dei medici". Intanto ai cittadini della Bergamasca è stato lanciato un appello: "Iniziate a restare a casa".

"Abbiamo bisogno di medici"

Nella giornata di ieri la maggioranza è apparsa compatta sulla volontà di raddoppiare le terapie intensive, ma un decreto potrebbe non essere sufficiente: "Noi abbiamo bisogno soprattutto di personale qualificato". Perciò sono stati fatti già dei calcoli: per incrementare significativamente le terapie intensive servirebbero "500 medici e 1000 infermieri che siano formati", da assumere "anche con una chiamata diretta". È stato chiesto inoltre di anticipare le lauree degli infermieri, ma al momento non vi è stata alcuna risposta. Ad aprile ci sono 350 infermieri che si dovrebbero laureare: "Abbiamo chiesto di farlo a marzo per inserirli immediatamente nel sistema sanitario".

L'assessore al Welfare ha ribadito che fin da subito sono state richieste "misure forti e soprattutto negli ultimi giorni invitato ad atteggiamenti e stili di vita, in particolare per gli over 65, più responsabili". Rivolgendosi ai lombardi ha avvisato: "Dobbiamo rallentare la nostra vita sociale". Tralasciando l'ipotesi che vedrebbe la Bergamasca come nuova zona rossa, si sta continuando a mettere in atto un grande e notevole "sforzo soprattutto per provare a contenere il virus".