L'attacco del Nyt a Giovanni Paolo II: "Santo troppo in fretta"

San Giovanni Paolo II è stato raggirato da McCarrick anche secondo il rapporto del Vaticano, ma i progressisti ora si scagliano con'offensiva. Quella strategia per colpire il conservatorismo e la Polonia

L'attacco del Nyt a Giovanni Paolo II: "Santo troppo in fretta"

C'era da aspettarselo: anche San Giovanni Paolo II è finito nell'obiettivo dei progressisti. Il Papa polacco, secondo il New York Times, sarebbe stato canonizzato mediante una fretta eccessiva. Il clima culturale di questi tempi è quello che è. Mentre in Polonia il cattolicesimo subisce attacchi continui, negli Stati Uniti riflettono sulla velocità con cui è stata ufficializzata la santità del primo Papa polacco della storia.

L'ancora è stata rintracciata nel rapporto McCarrick, l'ex cardinale che Jorge Mario Bergoglio ha ridotto allo stato laicale dopo che proprio la diocesi di New York ha ritenuto credibili alcune accuse relative ad abusi. Il fatto è che la carriera di "Zio Ted" - come veniva chiamato in certi ambienti - è abbastanza parallela al pontificato di Karol Wojtyla. Il Vaticano ha da poco pubblicato un dossier tramite cui vengono pure smentite le affermazioni di monsignor Carlo Maria Viganò, che aveva chiesto le dimissioni di papa Francesco in relazione al caso. Ma McCarrick più che all'ex arcivescovo di Buenos Aires viene associato al pontificato dell'arcivescovo di Cracovia, quantomeno in funzione del periodo storico in cui ha acquisito potere, prescindendo dalle accuse.

Anzi, Theodore McCarrick è stato creato cardinale proprio da Giovanni Paolo II. E poco sembra importare dell'inganno subito. Sì, perché "Zio Ted", nonostante la notizia dei "comportamenti inappropriati" fosse arrivata in Vaticano, ha giurato al pontefice dell'Est Europa di non aver mai abusato e non solo: "Nei settanta anni della mia vita - ha scritto all'epoca McCarrick a Stanislao Dwisz, braccio destro di Wojtyla ora divenuto a sua volta vittima di un attacco -, non ho mai avuto rapporti sessuali con alcuna persona, maschio o femmina, giovane o vecchio, chierico o laico, né ho mai abusato di un’altra persona o l’ho trattata con mancanza di rispetto". Un inganno in piena regola appunto, con cui il porporato vicino ai Democratici americani è riuscito a convincere i sacri palazzi, magari in funzione della creazione a cardinale. Nostre fonti in Polonia affermano che dietro a tutto questo, ossia all'attacco al cattolicesimo polacco, dimorano una mente intelligente ed un disegno preciso. L'offensiva contro Wojtyla farebbe dunque parte di una strategia complessiva, che mirerebbe a destrutturare una delle ultime frontiere del conservatorismo cattolico.

Il quotidiano statunitense ipotizza che il coinvolgimento in certe vicende potrebbe essere stato sottovalutato dalla Santa Sede: "Santo troppo presto?" è il quesito ventilato. Chi pensa che la mossa non sia casuale, ricorda come San Giovanni Paolo II fosse uno strenuo difensore della patria, dell'identità e delle radici cristiane: tutti fattori che l'universo progressista considera a-storici. Certe prese di posizone di Wojtyla, mediante una lettura in chiave contemporanea, possono apparire politicamente scorrette. E lo stesso "fronte tradizionale" colloca il Papa polacco nel novero dei conservatori. Come dimenticare, del resto, i moniti del Santo polacco sull'offensiva dell'islam o i commoventi appelli a conservare la memoria delle proprie radici?

E poco importa della prossimità diplomatica dell'ex porporato Theodore McCarrick con l'amministrazione Barack Obama-Joe Biden: quello è un aspetto che può anche passare in secondo piano. Il tema per i progressisti è comprendere se Giovanni Paolo II sia stato canonizzato con una certa approssimazione o no. Per quanto lo stesso rapporto McCarrick diramato dalla Santa Sede suggerisca appunto l'esistenza di un raggiro, una dichiarazione giurata a cui Karol Wojtyla avrebbe creduto. Quella semmai sarebbe la "colpa" del pontefice polacco. L'attacco, a ben vedere, è in corso da tempo.

Nel marzo del 2019, un gruppo di femministe ha lanciato un'iniziativa per far sì che San Giovanni Paolo II venisse decanonizzato. Durante l'agosto di questa estate, invece, è stata piazzata addosso ad una statua del Santo a Varsavia. La Polonia, forse in maniera non accettabile per gli emisferi della gauche caviar, è rimasta legata in modo indissolubile a quella figura ed ai suoi messaggi. In relazione al caso McCarrick, la figura di Karol Wojtyla - come dichiarato da poco dal canonizzatore - esce pulita. Eppure chi vuol cercare spazio per un'offensiva lo trova.