Lecce, detenuto magrebino aggredisce agente e lo manda in ospedale

Lo straniero stava irritando altri detenuti, comportandosi in modo provocatorio: al rimprovero del poliziotto ha fatto seguito l'aggressione. L'Osapp attacca: "Quando finirà questa mattanza?"

Nuovo e grave episodio di aggressione ai danni di un agente di polizia penitenziaria avvenuto dietro le sbarre della casa circondariale "Borgo San Nicola" di Lecce ad opera di un detenuto extracomunitario.

Poco più di un mese fa, all'interno del medesimo carcere, uno straniero aggredì un poliziotto che lo aveva scortato fuori dalla cella per raggiungere l'infermeria e medicare delle lesioni che si era provocato. In quell'occasione fu ferita anche la stessa l'infermiera che si stava occupando di assistere e curare il detenuto.

L'ultimo caso, invece, si è verificato durante la giornata di ieri, venerdì 13 dicembre. Come riportato dalla stampa locale, che ha diffuso la notizia e riportato le dichiarazioni del sindacato di polizia penitenziaria, il responsabile è un detenuto di nazionalità marocchina.

Tutto avrebbe avuto inizio nel reparto della casa circondariale leccese noto col nome di "Transito 1", dove il nordafricano ha iniziato a dare in escandescenze nei confronti di altri detenuti, contro i quali si è rivolto in modo irrispettoso e particolarmente aggressivo.

Un atteggiamento che non è andato giù all'assistente Capo che si trovava lì in quegli attimi concitati, e che avrebbe potuto innescare reazioni scomposte da parte degli offesi, quindi una situazione di pericolo e di difficile gestione per i poliziotti in servizio.

Essere ripreso dall'agente, che gli chiedeva di mantenere un atteggiamento più corretto, tuttavia, non ha fatto altro che far innervosire ancora di più il detenuto magrebino il quale, senza pensarci due volte, ha sferrato un forte pugno in pieno volto all'uomo in divisa.

Fortunatamente la sua pronta reazione ed il supporto dei colleghi intervenuti subito in suo aiuto, ha permesso di evitare che la situazione potesse ulteriormente degenerare.

L'assistente capo, rimasto ferito, ha avuto comunque necessità di rivolgersi al pronto soccorso dell'ospedale Vito Fazzi di Lecce per ricevere le cure necessarie. I medici hanno diagnosticato un trauma cranico, oltre alle varie ecchinosi, che ha comportato l'assegnazione di una prognosi di dieci giorni.

Il vicesegretario regionale dell'Organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria (Osapp) Ruggiero Damato lancia un nuovo allarme relativo nello specifico alle oramai note criticità della struttura carceraria leccese, dopo aver ringraziato l'agente ferito, a cui augura una pronta guarigione. "Il vero dramma per il collega", denuncia su LecceNews24, "è quello di tornare a casa tumefatto e dover spiegare ai propri figli di essere stato picchiato solo per aver fatto il proprio dovere nel chiedere di rispettare la legge. Quando finirà questa mattanza?", si domanda ancora. "Faccio un appello, l’ennesimo, alla politica e alle istituzioni: si ristabilisca quanto prima uno stato, pur minimo, di sicurezza nelle carceri pugliesi".

Commenti

cgf

Sab, 14/12/2019 - 19:02

una volta, anzi ancora oggi in qualsiasi carcere del Maghreb, un detenuto così sarebbe preso a modello per educarne altri 200.

seccatissimo

Sab, 14/12/2019 - 19:28

Uffa che noia, che barba, uffa che barba che noia, uffa che noia, che barba, uffa che barba che noia! Ma suicidateli e non se ne parli più !

Renadan

Sab, 14/12/2019 - 21:30

Va bene cosi....medaglia al magrebino voluto dai comunisti.