Legionellosi, in Italia circa 1500 casi ogni anno

La scoperta della leginellosi e la sua diffusione in Italia

Ogni anno, in Italia vengono registrati tra i 1.400 e i 1.500 casi di legionellosi.

Il nome della malattia deriva dall'epidemia acuta che nell'estate del 1976 colpì un gruppo di veterani dell'American Legion, riuniti in un albergo di Philadelphia, causando la morte di 34 persone, su un totale di 221 contagiati. Solo in seguito si scoprì che la malattia era stata causata da un batterio, allora sconosciuto, che fu chiamato appunto legionella e venne identificato all'interno dell'impianto di condizionamento dell'hotel, dove soggiornavano i veterani.

I batteri legionella, di cui ne esistono più di 50 specie, sono presenti in ambienti acquatici, quali laghi, fiumi e acque sorgive. Da questi ambienti, il germe raggiunge i condotti idrici degli edifici, le piscine, le fontane e gli impianti di areazione, provocando un potenziale rischio per la salute umana. Il contagio avviene prevalentemente per inalazione, quasi mai da persona a persona, né bevendo direttamente l'acqua contaminata.

La legionella pneumophila è la specie più pericolosa e provoca la maggior parte dei casi di legionellosi. Nel 2015, l'istituto superiore della sanità segnalò, in Italia, la presenza di 1.548 casi della malattia, il 78% dei quali registrati in Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Toscana e Veneto.

A Milano, già nel 2014 era stato lanciato l'allarme legionella, che aveva colpito sei persone in pochi giorni, una delle quali era morta. Ora, sono già tre gli individui deceduti a causa del batterio.