Una lettera del Papa sta scuotendo la Chiesa

Papa Francesco ha scritto al gesuita pro Lgbtq James Martin. Sostegno dal pontefice argentino per un webinar. Cosa accade attorno al Ddl Zan

Una lettera del Papa sta scuotendo la Chiesa

Papa Francesco ha inoltrato una significativa missiva a padre James Martin, gesuita americano che si è distinto in questo pontificato per la promozione della pastorale Lgbtq.

Il consacrato, che è anche consultore per il Dicastero della Comunicazione, è considerato dai più uno strenuo sostenitore della necessità di costruire un "ponte" - per usare l'espressione chiave del suo libro più celebre - tra la Chiesa cattolica e la comunità Lgbtq. La lettera assume un significato particolare dopo la nota verbale della segreteria di Stato tramite cui sono state poste alcune perplessità sul Ddl Zan, pure in relazione alla compatibilità di alcune norme tra quelle previste dal disegno di legge ed il Concordato. Questo è il pontificato della misericordia, e la missiva che circola da qualche ora sembra ribadirlo senza appello.

Padre James Martin ha pubblicato la lettera sui social. "Cari amici - ha scritto il gesuita americano su Facebook - , il Santo Padre ha inviato una bellissima lettera in occasione del Webinar del Ministero cattolico LGBTQ, avvenuto ieri, esprimendo il suo sostegno a questo ministero pastorale e incoraggiandoci ad imitare lo "stile " di Dio di "vicinanza, compassione e tenerezza". Bergoglio si è insomma distinto per vicinanza all'iniziativa di cui parla padre Martin nel suo post. Il messaggio chiave del Papa è quello in cui scrive che "Dio è padre di tutti". Già nel corso della giornata di ieri, il Santo Padre ha pronunciato parole che più di qualcuno ha intepretato in relazione al dibattito persistente in Italia sull'omotransfobia e sulla legge in discussione al Senato: "Finiamo di giudicare gli altri, Gesù ci chiede uno sguardo non giudicante ma accogliente. Apriamo il nostro cuore per accogliere gli altri perché solo l'amore risana la vita", ha scandito il vescovo di Roma poco prima dell'Angelus domenicale, così come ripercorso dall'Adnkronos.

Difficile, se non impossibile, che la nota verbale sia stata inviata dalla segreteria di Stato senza l'approvazione del pontefice argentino. Al contempo, diventa difficile immaginare che quanto detto ieri dall'ex arcivescovo di Buenos Aires vada intepretato come una risposta indiretta all'iniziativa del "ministero degli Esteri" della Santa Sede, che non può che aver ricevuto il placet del pontefice per l'iniziativa della nota verbale. La Santa Sede, inoltre, ha ribadito mediante le parole del cardinale e segretario di Stato Pietro Parolin di non essere contraria al Ddl Zan in sé e per sé. Semmai il Vaticano sembra intenzionato a porre sul tavolo la questione della necessità di alcune modifiche in grado di tutelare la libertà d'espressione. Il Papa ha sempre esposto le pericolosità dettate dalla progressione della cosiddetta "teoria gender", ma non ha mai chiuso all'accoglienza verso tutti.

La pastorale Lgbtq, comunque sia, è una tipologia di cammino che sta prendendo piede anche nel Belpaese. Sono due piani distinti: uno è quello che riguarda l'atteggiamento che la Chiesa dovrebbe assumere nei confronti delle cosiddette "minoranze"; un altro è quello relativo alle titubanze espresse su alcuni punti del Ddl Zan. Certo, all'interno della Chiesa cattolica esistono anche ambienti contrari di netto all'approvazione del disegno di legge che tanto sta facendo discutere l'opinione pubblica: il "fronte conservatore" ha espresso soddisfazione per la nota verbale. Segno di come un dibattito interno esista eccome.

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