La rom che cacciò di casa di Ennio occupava già un altro appartamento

Il blitz dei carabinieri dopo il soprallugo dei giorni scorsi. Denunciati per invasione di edifici e furto di elettricità tre nomadi che avevano occupato i due appartamenti di proprietà dell'Inps. Una è la zia di Nadia, la rom denunciata per l'occupazione della casa di Ennio Di Lalla

La rom che cacciò di casa di Ennio occupava anche un altro appartamento

Alla fine si sono arresi i rom residenti nel campo di via dei Gordiani, a Roma, che occupavano abusivamente ben due appartamenti di proprietà dell’Inps in via Calpurnio Fiamma, nel quartiere Don Bosco. Dopo mesi hanno deciso di restituire le chiavi ai carabinieri e traslocare. La zona è la stessa in cui abita Ennio Di Lalla, l'anziano sfrattato da casa sua per ventitré giorni da un gruppo di nomadi, tra cui Lilana Mariukovic, protagonista di una delle due occupazioni.

Per i fatti di via Pasquale del Giudice è indagata a piede libero per occupazione abusiva e danneggiamento sua nipote, Nadia Sinanovic. Ma a promettere davanti alle telecamere dopo il blitz dei carabinieri per liberare casa di Ennio che avrebbe occupato ancora era stata proprio lei, che, a ben vedere, si era già sistemata abusivamente dallo scorso luglio in un altro appartamento di proprietà dell’Inps. Aveva preso possesso dell’immobile introducendosi da una delle finestre che affacciano sul cortile condominiale, non appena l’ultima assegnataria aveva riconsegnato le chiavi.

La donna, come racconta Il Tempo, inizialmente si era allacciata illegamente alla rete elettrica dello stabile. Poi, dopo le proteste degli inquilini, aveva messo a punto un sistema per generare elettricità da alcune bombole del gas. Un espediente pericoloso, capace di mettere a rischio l’intero palazzo. A rubare la corrente erano anche i due nomadi che avevano occupato l’appartamento al civico 142 della stessa via, un trentenne romeno e la sua compagna di 20 anni.

Tutti sono stati denunciati per furto di energia elettrica e invasione di edifici. E dopo i due sopralluoghi delle forze dell’ordine dei giorni scorsi, hanno deciso di fare i bagagli e restituire le chiavi degli immobili dell’Inps. I carabinieri li hanno messi in sicurezza murando porte e finestre con i blocchetti di cemento, mentre il personale dell’Acea ha provveduto a rimuovere gli allacci abusivi.

Ora resta di capire se ci sia una regia dietro la raffica di occupazioni nel quartiere. Ed è proprio su questo che si concentrano le indagini partite dal caso Di Lalla. "Secondo i residenti, solo negli ultimi mesi sono molte le famiglie che si sono insediate in questa zona in modo del tutto illegale; - denunciava la consigliera regionale leghista Laura Corrotti - aumenta così la paura tra i cittadini costretti a convivere con questa situazione di allarme che evidenzia sempre più una vera e propria organizzazione mirata all'occupazione di appartamenti nella Capitale".

L’intervento dei carabinieri nei due appartamenti, ha commentato l’esponente della Lega, è uno di quegli "atti di legalità che trovano pian piano sempre più spazio grazie anche ad un grande lavoro di informazione che non smette di fare luce su queste vicende che interessano la proprietà privata".

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