L'ipotesi dei pm sul focolaio al San Raffaele Pisana: "Epidemia e omicidio colposi"

La procura di Roma indaga contro ignoti per l'ipotesi di reato di epidemia colposa e omicidio colposo. Ieri un nuovo caso positivo collegato al cluster della Pisana. Salgono i positivi anche nel focolaio del Teresianum

L'ipotesi dei pm sul focolaio al San Raffaele Pisana: "Epidemia e omicidio colposi"

Nei giorni scorsi l’indice di contagio RT nel Lazio è tornato sopra la soglia critica salendo all’1,12. A pesare sul dato negativo ci sono i focolai del San Raffaele Pisana, del palazzo occupato alla Garbatella e dell'istituto religioso Teresianum, in cui il virus si è propagato nelle scorse settimane. Ieri i numeri sono tornati ad essere rassicuranti: si svuotano progressivamente le terapie intensive, dove restano ricoverate 23 persone, e i guariti salgono a 6259. Sono 945 gli attuali casi positivi al Covid nella Regione, mentre la procura di Roma e i Nas sono al lavoro per capire cosa non ha funzionato nella struttura sanitaria che ha fatto impennare la curva dei contagi.

Per ora si indaga contro ignoti. Le ipotesi di reato però sono pesanti: epidemia colposa o omicidio colposo. Sono già sei, infatti, le vittime collegate al cluster dell’istituto di riabilitazione. L’obiettivo dei pm e del nucleo dei carabinieri è capire se all’interno del nosocomio sia stato fatto tutto il possibile per sbarrare la strada al Covid. "Abbiamo sempre rispettato tutte le procedure previste", assicurano al Messaggero dall’Irccs San Raffaele. Al vaglio degli inquirenti c’è il sistema di screening con tamponi e test sierologici che veniva gestito direttamente l’ospedale, per capire se è in questo ambito che si è verificata la falla. Oppure se l’errore nel rintracciare il virus nel paziente zero possa essere stato commesso da un’altra struttura.

Nell’istituto, infatti, come riferisce lo stesso quotidiano, erano ammessi soltanto pazienti e personale negativi. La domanda a cui gli investigatori vogliono rispondere è come abbia fatto il virus ad entrare nella struttura, nonostante i protocolli rodati da mesi di emergenza. Misure precauzionali che sembrano non essere state sufficienti ad impedire al Covid di insinuarsi nei reparti. La relazione dei Nas approderà sul tavolo del procuratore aggiunto Nunzia D’Elia. Nel frattempo i casi di coronavirus legati al focolaio del San Raffaele salgono a 119.

È di ieri la notizia del contagio di un infermiere risultato positivo al tampone. In totale sono 8 i nuovi casi positivi registrati nella giornata di ieri dall’assessorato alla Sanità del Lazio. Si tratta, oltre all’operatore sanitario, di un cittadino del Bangladesh proveniente da Dacca, di un caso registrato al San Giovanni, di una suora e un giardiniere del Teresianum, l’istituto religioso sorvegliato speciale della Asl, dopo la scoperta, nei giorni scorsi, di almeno otto casi positivi.

Ad essere contagiati sono stati alcuni seminaristi e un dipendente degli uffici amministrativi. Tutti sono stati trasferiti dalla struttura e all’interno sono stati effettuati test a tappeto. "La situazione dell’Istituto religioso è sotto controllo, ma ribadisco che devono essere rispettate le misure di contenimento disposte dalla Asl senza alcuna eccezione, nessuno può entrare o uscire senza l’autorizzazione", ha fatto sapere ieri l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato.

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