Litanie femministe choc, sfregio alla Cattedrale: 'Vulva carnosa, godiamo'

A Perugia il sit-in delle femministe di fronte alla cattedrale. Il video delle litanie blasfeme fa il giro degli smartphone. Irritazione tra i cattolici

Litanie femministe choc, sfregio alla Cattedrale: 'Vulva carnosa, godiamo'

Più che "laica", come qualcuno vorrebbe intenderla, si tratta a tutti gli effetti di una finta orazione blasfema. Un affronto alla Chiesa di Perugia e alla sua cattedrale, diventata - suo malgrado - il palcoscenico di una sconsolante manifestazione femminista. Una ventina di donne, ragazze e attiviste disposte in piazza IV Novembre che, con tanto di megafono e ricalcando le sacre litanie, inneggiano alla "vulva" in tutte le sue forme di fronte all'entrata laterale della chiesa.

Il video (guarda) della performace femminista è stato diffuso su WhatsApp e in poche ore ha fatto il giro degli smartphone. Solita storia. Il sit-in delle vulvette risale all'8 marzo. Sulla stupenda fontana Maggiore appare uno striscione. A riprendere la scena un divertito cittadino dalle finestre dei palazzi del centro storico perugino. "Vulva umidissima, godi con noi", urlano le donne mimando con le braccia il triangolo della vagina. Le invocazioni sono le più disparate (e imbarazzanti): "Vulva extralarge, godi con noi; vulva piena di fluidi, godi con noi". E ancora: vulva odorosa, vulva deliziosa, vulva squirtante, vulva pulsante, vulva carnosa, vulva gustosissima, vulva miscredente, vulva risucchiante. Godi con noi.

Potrebbe trattarsi di uno dei punti più bassi toccati dal femminismo. E non solo, o non tanto, perché tutta la Curia e il vescovado si trovano lì di fianco. Ma anche per le reazioni che il filmato sta provocando. Un misto tra imbarazzo e compassione. Chissà se monsignor Gualtiero Bassetti, arcivescovo della città umbra e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, era nei suoi alloggi quando le attiviste hanno imbastito il loro siparietto. "Rimango basito e rattristato come cittadino, come cattolico e come politico da questo modo di manifestare che sembra più contro la religione cattolica che in difesa delle donne", dice Sergio De Vincenzi, consigliere regionale umbro. "Mi stupisce che non si riesca a superare un femminismo di maniera, quello del '68, che è ormai obsoleto".

In sordina trapela l'irritazione dell'intero mondo cattolico per quello che a tutti gli effetti sembra un affronto al luogo simbolo della cristianità perugina: la Cattedrale dove è conservato il Sacro Anello, la reliquia dell'anello nuziale di Maria. Vergine madre di Dio. Altro che femministe.

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