Resti umani nel bosco: sono di Luca Catania?

Il carabiniere sparì nel nulla nell'ottobre del 2016, accanto ai resti è stata ritrovata una pistola di ordinanza compatibile con quella del militare

Nei boschi di Magliolo (Savona) è stato trovato un cadavere. I miseri resti potrebbero appartenere a Luca Catania, il carabiniere scomparso nel nulla il 7 ottobre 2016. Il ritrovamento risale al pomeriggio dello scorso 26 gennaio, a pochi passi dalla casa dei genitori di Luca. Come si legge dal Secolo XIX è stato un cacciatore a fare la macabra scoperta. La segnalazione ha fatto immediatamente scattare l'intervento da parte dei carabinieri di Albenga e del nucleo investigativo provinciale. Le ossa sono state trasferite al Santa Corona di Pietra Ligure per opportuni accertamenti.

Vicino al cadavere sono stati rinvenuti un marsupio, un giubbotto, un orologio ed un'arma da fuoco compatibile con le pistole normalmente in dotazione presso l'arma dei carabinieri. Proprio tale elemento farebbe ipotizzare l'identificazione del cadavere con la persona di Luca Catania. La ipotesi dovranno essere tuttavia convalidate da ulteriori accertamenti, come l'esame del dna come disposto dalla procura. Ad effettuare l'esame sarà il dottor Marco Canepa. Sono stati intanto avvertiti i familiari del carabiniere scomparso. Prima di sparire nel nulla, Luca Catania aveva lasciato a casa cellulare e documenti. Nel corso delle indagini i carabinieri avevano trovato la fondina della pistola sotto il sedile del motorino di Luca.

Luca Catania: i resti ritrovati nel bosco potrebbero essere i suoi

I resti trovati presso un bosco del savonese potrebbero appartenere al carabiniere Luca Catania, scomparso il 7 ottobre 2016. Le ossa umane sono state rinvenute a poca distanza dall'abitazione dei genitori del militare. Sul cadavere gli inquirenti hanno trovato una pistola, un giubbotto, un orologio ed un marsupio (o uno zainetto secondo altre fonti). Disposti esami medico-legali sulle presunte spoglie di Luca Catania. Sicuramente, l'elemento più interessante è l'arma da fuoco trovata sulle spoglie, compatibile con le pistole usate di norma nell'arma dei carabinieri. Essa sarà confrontata con la pistola di ordinanza che il giorno della sparizione il 46enne portò con sé.

Luca Catania viveva assieme alla moglie. La donna fu l'ultima a vedere l'uomo prima di sparire nel nulla intorno alle 8:30 del mattino. Stranamente, lo stesso giorno della scomparsa, il carabiniere disse una bugia alla consorte, affermando che sarebbe uscito per un servizio in borghese. Un'altra bugia la raccontò ai colleghi dell'arma, giustificando la sua assenza dal posto di lavoro per motivi di salute. Un fatto ancora più anomalo e inquietante, fu che quella mattina Luca uscì di casa senza portare con sé cellulare, portafoglio e documenti. A denunciare la scomparsa del militare 46enne fu la stessa moglie, dichiarando con sicurezza che il marito non sarebbe mai andato via di casa. Luca Catania fu cercato da militari, volontari e tre unità cinofile, ma inutilmente. Le indagini proseguono.

I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.