"Luca è stato tradito": ecco l'ultima ipotesi sull'agguato in Congo

Secondo la moglie del diplomatico, Luca Attanasio sarebbe stato tradito: "Qualcuno di vicino alla nostra famiglia ha parlato dei suoi spostamenti", ha dichiarato Zakia Seddiki su IlMessaggero. Ecco gli ulteriori dettagli sull'agguato di lunedì

"Luca è stato tradito": ecco l'ultima ipotesi sull'agguato in Congo

L'ipotesi del tradimento ha iniziato ad essere presa in considerazione subito dopo l'agguato. Luca Attanasio, l'ambasciatore in Congo rimasto ucciso lunedì nel Nord Kivu assieme al carabiniere Vittorio Iacovacci e all'autista Mustapha Milambo, potrebbe essere stato tradito da qualcuno che conosceva i suoi spostamenti.

Così come sottolineato su Repubblica, anche Aise e Ros sono orientati su questa pista. Nei giorni precedenti l'assalto fatale, l'ambasciatore Attanasio si trovava nella città di Bukavu, situata sulle rive occidentali del lago Kivu. Qui ha visitato la missione dei saveriani, un importante riferimento della zona in ambito umanitario.

Proprio a Bukavu qualcuno potrebbe aver saputo dei successivi spostamenti del diplomatico. A dare manforte a questa ipotesi è la moglie di Luca Attanasio: “Luca è stato tradito da qualcuno vicino a noi, alla nostra famiglia – ha dichiarato Zakia Seddiki su Il Messaggero – Quella mattina la sua era un'operazione che non implicava direttamente il suo lavoro di ambasciatore”.

Non tutti quindi potevano sapere del suo spostamento verso il parco nazionale del Virunga, lì dove poi è avvenuto l'agguato. La missione era del World Food Programme (Wfp), Attanasio era in viaggio con il convoglio poi assaltato non solo come ambasciatore ma anche come persona molto attenta agli aspetti umanitari.

Il giorno precedente all'attacco, il diplomatico ha raggiunto la città di Goma, capoluogo della provincia del Nord Kivu. Al mattino del 22 febbraio si è messo in marcia lungo la strada che conduce a Rutshuru. Con lui, all'interno di una jeep non blindata, c'è il carabiniere Vittorio Iacovacci, un altro italiano e tre congolesi, oltre all'autista Mustapha Milambo.

Intorno alle 8:30 Luca Attanasio ha scritto alla moglie: “Ci siamo scritti via WhatsApp – ha dichiarato sempre su IlMessaggero Zakia Seddiki – Lui lo faceva sempre, mi ha mandato due foto nel giro di pochissimi minuti. Venti minuti dopo mi ha ripetuto la stessa frase che mi diceva quando non eravamo insieme: Ti amo amore mio e mi mancate. Era tranquillo, sorridente”.

Nessuna percezione di pericolo, nessuna sensazione di allarme: in quei messaggi diretti alla moglie non sembrano esserci particolari avvisaglie. Alle 8:49 l'ultimo ingresso registrato di Luca Attanasio su Whatsapp. Un'ora dopo circa l'agguato risultato poi fatale.

Un'azione che ha forse colto di sorpresa lo stesso ambasciatore. Quest'ultimo era ben consapevole dei rischi di operare in un Paese instabile, del resto la Repubblica Democratica del Congo da decenni vive conflitti e lacerazioni interne mai del tutto sanate. Nel 2018 Attanasio aveva chiesto alla Farnesina un potenziamento della scorta, poi non accordato.

Allo stesso tempo però, non c'erano segnali di pericolo diretti verso la sua persona o verso obiettivi italiani. Anche la domanda di una nuova auto blindata inviata poche settimane fa non riguarderebbe, secondo quanto riferito dalla moglie, un aumento della percezione di insicurezza ma ha a che fare con problemi meccanici del precedente mezzo.

Ecco quindi che si ritorna all'ipotesi originaria del tradimento. Luca Attanasio non era in pericolo, l'agguato contro il convoglio in cui viaggiava è stato fatto da criminali in cerca di occidentali da rapire per chiedere un riscatto. Criminali che, probabilmente, sono stati avvisati da qualcuno che conosceva bene gli spostamenti dell'ambasciatore.

Ma la questione sulla sicurezza, nell'ambito delle indagini, non è comunque destinata a passare in secondo piano. Attanasio non era in pericolo in quanto ambasciatore, ma in quanto cittadino occidentale potenziale bersaglio di rapimenti. Sul perché, durante il viaggio nel Virunga, non sia stata potenziata la sua scorta si concentreranno le prossime settimane di inchiesta.

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