Maltempo, le cause che lo hanno provocato

Sicuramente una delle concuse è il riscaldamento globale che rende l'atmosfera più calda e instabile, quindi, fenomeni come quello che si è verificato ieri potrebbero diventare più frequenti

Nonostante fosse stato previsto e alcune regioni si siano organizzate per far fronte all'emergenza, il maltempo di ieri ha causato tantissimi disastri. Oltre a città semi distrutte per mareggiate e trombe d'aria, anche nove vittime e una persona dispersa.

Ciò che ha sorpreso sarebbe stata proprio l'intensità del forte vento, secondo quanto dichiarato da Carlo Cacciamani, del Centro funzionale della Protezione civile, e Daniele Contini responsabile di Isac-Cnr Lecce, al Corriere.

In alcune zone le raffiche hanno raggiunto i 180 km/h e a stupire è l'estensione delle aeree investite. Difficile stabilire, almeno per il momento, se si sia trattato di un fenomeno record, ma è certo che "picchi di tale intensità su un territorio così ampio a memoria è difficile trovarli".

A provocare le intense piogge sarebbe stata la bassa pressione nel Mediterraneo occidentale che ha provocato venti carichi di umidità dopo il passaggio sul mare con alte temperature. Lo scontro con masse d'aria fredde provenienti dai monti hanno provocato abbondanti piogge.

Sulle Alpi Venete e in Friuli Venezia Giulia le precipitazioni incessanti hanno raggiunto in due giorni i 450 millimetri, fenomeno assolutamente poco frequente.

Acqua alta anche a Venezia, dove ha raggiunto i 156 centimetri. La causa sarebbe da ricondurre ai forti venti di scirocco che hanno spinto l'altro Adriatico verso la terraferma con onde di 5 metri d'altezza.

Nonostante la forte e intensa perturbazione, non si può comunque definire il maltempo di ieri un Mediterranean Hurricane, ovvero, una sorta di uragano del Mediterraneo, sostengono Cacciamani e Contini.

Malgrado l'intensità, si tratta di una tipica perturbazione di inizio autunno e fenomeni simili sono stati registrati nel 1966, 2000, 2004.

Sicuramente una delle concuse è il riscaldamento globale che rende l'atmosfera più calda e instabile, quindi, fenomeni come quello che si è verificato ieri potrebbero diventare più frequenti.

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