Mani sul viso almeno 23 volte in un'ora: perché lo facciamo?

Uno studio condotto da un team di ricercatori di Sidney ci spiega perché ci tocchiamo spesso il viso e come fare per evitarlo

Portarsi le mani al viso è un gesto incontrollato che ripetiamo - senza accorgecene, s'intende - decine e decine di volte nell'arco di un'intera giornata. Ma questa azione, se eseguita compulsivamente, rischia di diventare una cattiva e pericolosa abitudine esponendoci all'eventualità di un contagio epidemiologico. Pertanto, soprattutto in tempi di pandemia, numerosi virologi suggeriscono di evitare il contatto con occhi, naso e bocca per ridurre al minimo le possibilità di una contaminazione.

Ma quante volte ci tocchiamo il viso? Almeno 23 in un'ora. Uno studio condotto nel 2015 da un team di infettivologi guidati da Mary-Louse McLaws della University of North Sout Wales di Sidney su un gruppo di giovani studenti della facoltà di medicina ha evidenziato che i laureandi erano soliti portarsi le mani alla faccia, sopratutto in prossimità di naso, occhi e bocca. Perché lo facciamo? "Nei mammiferi ma anche negli uccelli i comportamenti diretti verso se stessi cosiddetti di 'mantenimento' (lisciarsi il pelo o le penne) sono quelli più tipici e più studiati, e tra questi certamente rientrano nei primati (uomo incluso) anche i gesti che hanno a che fare con il toccarsi varie parti del corpo compreso il viso", spiega Enrico Alleva, etologo e Accademico dei Lincei.

Questo comportamento è indice di una richiesta inconsapevole non esplicitata mediante il linguaggio verbale, ad esempio, la necessità di interloquire con qualcuno. "Quando diventano più frequenti e soprattutto di maggiore durata rientrano nei comportamenti pro-sociali: invitano a interagire con te". Tuttavia, toccarsi il viso o i capelli è talvolta un segnale di "seduzione", afferma la primatologa del Cnr, Elisabetta Visalberghi, nei confronti di chi ci sta di fronte. "Sicuramente uno dei motivi che potrebbe spingere l'uomo a toccarsi la faccia è per sistemarla, rilassare la stanchezza pisichica. Ma toccarsi il mento, per esempio, è anche un modo per pensare".

In ogni caso, il contesto "è determinante - spiega Alleva alle pagine de La Repubblica - Questi tipi di comportamento possono essere causati dal fatto che si ha motivazione a fare due cose diverse e se ne sceglie una terza: ci si gratta la testa per esempio non perché si ha un prurito ma perché nell' incertezza tra il fare due cose diverse è un modo per allentare la tensione". Ma toccarsi il viso può essere anche un modo per "agire come le tende su un palco, chiudendo un atto del nostro dramma sociale e inaugurando il successivo", fa sapere Dacher Keltner, professore dell'Universita di Berkley.

Ma come fare ad evitare questa smania inconsapevole? Sono diversi e svariati i suggerimenti degli esperti al riguardo. In primis bisogna accertarsi una corretta igienizzazione delle mani, lavandole spesso e con accuratezza. Poi, sarebbe meglio tenerle occupate o indossare dei guanti quando ci si allontana di casa. Piccoli, semplici accorgimenti che in un momento di distanziamento sociale possono (quasi) garantirci l'immunità al contagio.

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