Mappa dei colori, cambia tutto: ecco cosa succederà

Potrebbe restare solo la zona rossa. Cambiamenti necessari anche a scuola, soprattutto alle elementari

Mappa dei colori: cambia tutto. Ecco cosa succede

Le Regioni sono in pressing sul premier Mario Draghi. L’addio alla mappa dei colori è sempre più vicino. La curva della pandemia ha ormai raggiunto il plateau e un cambio di passo è necessario. Anche perché, secondo molti esperti, la curva epidemiologica a breve comincerà la discesa. Zona gialla e zona arancione dovrebbero sparire e l’unica a restare potrebbe essere la rossa. Ma se le regole anti-Covid per i cittadini comuni cambieranno, meno facile sarà la gestione delle stesse nelle scuole. Sul tavolo ci sarebbe la proposta di mettere anche alle elementari la norma esistente alle superiori: se due alunni risultano positivi al Covid, gli altri vaccinati possono comunque restare in classe indossando le mascherine Ffp2.

Mappa dei colori: resta solo il rosso

Era prevista alle 17 di domani, mercoledì 26 gennaio, la riunione tra tavolo tecnico, dirigenti del Ministero della Salute e i rappresentanti delle Regioni. Invece, la Conferenza unificata e quella Stato-Regioni, che erano in programma oggi dopo la Conferenza delle Regioni, slittata anche questa, sono state sconvocate a causa della concomitanza con l'elezione del presidente della Repubblica e rimendate al 2 febbraio. Tante le richieste arrivate dai governatori. Anche per Andrea Costa, sottosegretario alla Salute, la mappa dei colori è ormai da accantonare. Anche perché con l’introduzione del Green pass, sia quello base che quello rafforzato, zona gialla e zona arancione sono praticamente andate a sovrapporsi. L’unico colore che potrebbe rimanere è il rosso. Una Regione entra in zona rossa quando l'occupazione dei posti letto supera la soglia sia in terapia intensiva, 30%, che in area medica, 40%. Coloro che finiscono in zona rossa sono raggiunti da limitazioni molto severe, praticamente si tratta di un ritorno al lockdown. Per il momento comunque nessuna Regione è a rischio: i ricoveri stanno infatti diminuendo in tutte.

Sul tavolo anche il conteggio dei pazienti ricoverati, molti dei quali si trovano in ospedale per patologie diverse dal Covid-19, nonostante alcuni di loro siano magari risultati positivi al tampone antigenico. Ma su questo punto ministero della Salute e governatori sembrano in accordo. Anche in altri Paesi la questione ha creato non poco dibattito, come per esempio in Gran Bretagna. Esperti dell’Iss e del ministero della Salute sembrano d’accordo con l’accettare la distizione tra i ricoverati, ma vogliono continuare a contare i pazienti positivi negli ospedali. Questo perché un ricoverato con il Covid deve comunque essere gestito in modo diverso dal reparto ospedaliero in cui si trova. Dato che, come avevamo già detto nei giorni scorsi, i primi che hanno ricevuto la terza dose, ovvero lo scorso settembre, rischiano da fine marzo di vedere il loro super Green pass scaduto, anche la regola sulla durata della certificazione dovrà essere rivista. Altrimenti il rischio è che milioni di italiani si trovino in primavera senza il certificato, che dal primo febbraio avrà una validità di sei mesi, nonostante abbiano ricevuto anche la dose booster.

Cosa può succedere a scuola

Per oggi era stata convocata dal governatore del Friuli Venezia-Giulia Massimiliano Fedriga la Conferenza delle Regioni che avrebbe dovuto precedere l'incontro con il Governo. La riunione, al centro della quale ci sarebbe dovuto essere il tema riguardante la scuola, è però slittata. Intanto il ministero della Salute e quello dell’Istruzione starebbero pensando di semplificare le regole. Uno studente guarito potrebbe fare ritorno in classe dopo essersi sottoposto a un test antigenico che abbia dato esito negativo, senza aspettare il certificato medico. Potrebbe anche venire modificato a sette giorni il tempo della durata delle quarantene per gli studenti, mentre adesso è dieci. Sul tavolo anche l’ipotesi che un alunno vaccinato e asintomatico, in caso di positività in classe, non debba sottoporsi al tampone: sarà sufficiente stare in aula con la mascherina Ffp2. Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, ha tenuto a dire: “A scuola bisognerebbe introdurre il fatto che anche i bambini e i ragazzi che sono vaccinati vengano privilegiati sulle quarantene esattamente come gli adulti”. Per aiutare studenti e genitori il ministero dell'Istruzione starebbe pensando a un vademecum.

Nella giornata di ieri il generale Francesco Figliuolo, commissario per l'emergenza, ha spiegato che “c'è un tavolo tecnico che sta lavorando sulle regole della scuola, presto le famiglie avranno delle risposte”. Un tema piuttosto spinoso è quello relativo alle elementari. In una nota, Flc Cgil ha sottolineato:“Bisogna rivedere le norme sulla rilevazione del T0 - T5, il cui fallimento è sotto gli occhi dello stesso ministero”. Infatti se un alunno è positivo, tutti i suoi compagni di classe devono sottoporsi a un tampone (T0). Difficile però che gli interventi siano tempestivi. Continua la nota: “La sorveglianza con testing ha senso solo se viene assicurata la possibilità di effettuare il tampone con immediatezza e consentendo, in caso contrario, la possibilità di ricorrere direttamente alla dad per 10 giorni”. La didattica a distanza potrebbe venire ridotta a sette giorni.

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