Marco Carta dopo l'assoluzione, in lacrime: "È finito un incubo, felice ma provato"

L'ex concorrente e vincitore di Amici non era in aula a Milano al momento del pronunciamento, così è stato chiamato dai legali ed è scoppiato in un pianto liberatorio

Alla fine, per Marco Carta, è arrivata l'assoluzione "per non aver commesso il fatto" nel processo che lo vedeva imputato con l'accusa di furto di alcune magliette alla Rinascente di Milano. Le motivazioni della sentenza saranno depositate tre 90 giorni e i legali si sono detti "molto soddisfatti" di come è andata a finire la vicenda che vedeva il celebre cantante sardo al centro di una vicenda mai chiarita del tutto. "Era chiaro fin dal primo momento e oggi lo dice un giudice", hanno spiegato gli avvocati.

Marco Carta, che oggi ha preferito non essere in tribunale nel capoluogo lombardo, ha però commentato, con gioia, la notizia. Raggiunto al telefono da uno dei suoi difensori, l'ex concorrente e vincitore di Amici, prima di scoppiare in un pianto di gioia liberatorio, è riuscito soltanto a dire: "Oh mio Dio, grazie avvocato". E poco dopo, all'Adnkronos ha detto: "È finito un incubo. Oggi non ce la faccio a parlare, sono provato dalla felicità ma provato".

L'episodio di cui era accusato il cantante vede protagonista anche Fabiana Muscas, l'amica 53enne dell'artista: la sua posizione è stata stralciata. La donna, infatti, durante la scorsa udienza, aveva chiesto di essere ammessa all'istituto della messa alla prova, ovvero di potere svolgere lavori di pubblica utilità in un'associazione che si occupa di donne vittime della tratta della prostituzione a Cagliari. Per lei, l'udienza è in programma il 17 dicembre, quando il giudice deciderà se ammettere la richiesta di messa alla prova, che avrà una durata di 52 settimane.

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