McDonald's: "Non siamo il diavolo, stessa carne del supermarket"

Il colosso americano replica a Petrini: "La carne che si consuma da noi è la stessa che si vende nei supermercati frequentati dalla buona borghesia milanese e dai radical chic"

McDonald's: "Non siamo il diavolo, stessa carne del supermarket"

Adesso McDonald’s sbatte i pugni sul tavolo. "Non ci stiamo a continuare a fare la figura della multinazionale-diavolo". In una intervista al Corriere della Sera, Roberto Masi, amministratore delegato del segmento Italia, replica alle polemiche che gli sono piovute addosso nbei giorni scorsi: "Vogliamo essere pienamente accettati, direi amati, perché facciamo parte del paesaggio popolare di questo Paese".

"Vogliamo difendere i nostri clienti che non devono sentirsi in colpa o sfigati perché mangiano hamburger e patatine - assicura Masi - la carne che si consuma da noi è la stessa che si vende nei supermercati frequentati dalla buona borghesia milanese e dai radical chic. E allora perché discriminare i nostri clienti?". Masi è profondamente convinto di quello che dice. Tanto che porta abitualmente il figlio a mangiare da McDonald's. Il ragazzino, di solito, ordina un toast, patatine fritte e acqua. "Detto questo - ci tiene a precisare l'ad di McDonald's Italia - non lo porterei più di due volte alla settimana. Ma non chiedo a nessuno di venire a mangiare da noi più frequentemente perché penso che il cibo vada variato e infatti abbiamo introdotto frutta e verdura, insalate, carni bianche. E anche la caffetteria". La scelta di introdurre il caffè nel menu è per far sentire italiano un colosso americano. "In questo modo - ammette Masi - veniamo accettati di più".

Nell'intervista al Corriere della Sera, Masi replica a Carlo Petrini, il guru dello SlowFood che, nei giorni scorsi, ha attaccato McDonald's accusandolo di usare hamburger fatti con carne di mucche spremute da anni di mungitura. "La carne che viene da mucche che per 4-5 anni hanno dato latte la trova da noi così come nella stragrande maggioranza dei ristoranti italiani - spiega Masi - possiamo venderla a prezzi bassi perché ne compriamo quantità enormi".

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