Medico militare si fingeva malato ma faceva il chirurgo estetico in una clinica privata

I fatti risalgono al 2016 ma un medico leccese, tenente colonnello dell'esercito, è stato condannato a scontare nove mesi di carcere per falsità materiale: mentre era in malattia operava in una clinica estetica di Roma nord

Nella vita non aveva scelto soltanto la carriera militare, ma anche quella di medico. Ma nel giorno che festeggia le forze armate, il 4 novembre, è stato condannato a nove mesi di reclusione per essersi finto malato e avere prestato servizio altrove, a pagamento e, di fatto, in modo del tutto illegale. Secondo quanto riportato da Adnkronos, la storia ha come protagonista un tenente colonnello dell'esercito, un medico chirurgo leccese.

La finta malattia

In base alle prime ricostruzioni, infatti, l'uomo si fingeva malato al policlinico militare del Celio, a Roma, dove prestava servizio come assistente di reparto, per visitare a pagamento i pazienti di una prestigiosa clinica privata, in via Flaminia (semper nella capitale), dove esercita come chirurgo plastico estetico. Proprio per questo motivo l'uomo, imputato per falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici in concorso con un collega che gli firmava i finti certificati di malattia, è stato condannato dal giudice Maria Teresa Cialoni a un periodo di reclusione.

I fatti del 2016

I fatti, però, risalgono all'estate di tre anni fa, nel 2016. Il primo luglio, il direttore del policlinico militare romano Celio lo aveva sorpreso nella clinica romana estetica di Roma nord. Il dottore, infatti, nonostante risultasse indisposto era impegnato a visitare privatamente altri pazienti, pur presentando un certificato che attestava la sua malattia e la conseguente impossibilità di prestare serivizio sul lavoro.

Chi è l'imputato

L'imputato, laureato con lode e spesso ospite anche di trasmissioni televisive per parlare di bellezza ed estetica e dare consigli, ma nell'ospedale in cui doveva lavorare non c'era. Capitava anche che avesse il telefono cellulare spento o irraggiungibile, magari per non essere disturbato durante l'altra attività. Tuttavia, il comandante, avendo la necessità di contattare il tenente colonnello che lì prestava servizio e che si era messo in malattia con due diversi certificati dal 28 giugno al 7 luglio, il primo luglio ha chiamato la clinica scoprendo dalla segretaria che il medico stava in realtà visitando.

L'altro condannato

In questi giorni, insieme a lui, è stato condannato anche il medico con il quale ha commesso il reato in concorso, uno specializzando del policlinico Umberto I di Roma, il quale avrebbe falsificato la firma di un altro collega al quale apparteneva anche al carta intestata, che certificava la malattia dell'imputato.

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Commenti

dagoleo

Mar, 05/11/2019 - 00:17

ben fatto. e cacciatelo dall'Esercito con infamia.