Le Ong vogliono i nostri porti: tutto pronto per il maxi-sbarco

In azione nel Mediterraneo ResQPeople e Msf. A bordo delle due imbarcazioni del ong sono presenti 379 migranti

Le Ong vogliono i nostri porti: tutto pronto per il maxi-sbarco

Nuovi salvataggi in mare ad opera di navi di due ong e nuove richieste di porti sicuri dove far sbarcare i migranti. La prima operazione è stata condotta dalla neonata ong italiana ResQPeople. "Oggi abbiamo dovuto procedere al soccorso di altre tre imbarcazioni: una piccola barca di legno con a bordo 12 persone, tra cui due donne; poco più tardi un'altra barca di legno con a bordo 49 persone, tra cui 21 donne e 12 minori, compresi tre bambini sotto i 5 anni; infine un terzo barchino con a bordo 20 uomini e ragazzi", hanno fatto sapere da ResQPeople. Le stesse fonti hanno annunciato di avere ora a bordo 165 persone.

La ong ha, quindi, richiesto un porto sicuro alle autorità marittime "confidando di riceverlo subito: sono 165 persone che hanno bisogno di sbarcare a terra prima possibile". "Ci appelliamo con fiducia alle autorità nazionali e europee perché venga subito indicato un porto sicuro per la nostra nave, la ResQ People", hanno dichiarato Gherardo Colombo e Luciano Scalettari rispettivamente presidente onorario e presidente di ResQ-People Saving People.

"Abbiamo a bordo 166 persone tra cui 12 minori compresi bambini sotto i 5 anni e uno di 9 mesi – hanno continuato -, ResQ è nata per dare aiuto alle persone in difficoltà in mare. Non chiediamo e non chiederemo a nessuno da dove viene e dove vuole andare. Per noi vale la legge del mare che impone di salvare le vite umane in difficoltà". Colombo e Scalettari si augurano che queste persone possano essere messe in sicurezza al più presto "perché esse hanno bisogno di immediato conforto. Confidiamo che questo nostro appello venga accolto senza indugi e senza rimpalli. Ci commuoviamo per le vittime delle violenze in Afghanistan, non giriamoci dall'altra parte quando le persone fuggono da guerre e fame. Stiamo parlando di vite umane. E per noi ogni vita è preziosa e insostituibile".

Cambiano gli attori ma non lo scenario. In un nuovo soccorso di migranti nel Mediterraneo centrale Msf ha salvato 189 persone da"una barca di legno a due piani sovraffollata". La ong ha anche fatto sapere che c'era ossigeno limitato sul ponte inferiore. Ora, però, tutti i migranti "sono al sicuro a bordo del Geo Barents che ha 214 persone".

Sulla questione immigrazione continuano le schermaglie politiche. Nei giorni scorsi Matteo Salvini aveva chiesto un incontro al ministro dell'Interno Luciana Lamorgese per fare il punto su una situazione non più sostenibile. Del resto, complice, le belle giornate, non si arrestano gli sbarchi di migranti sulle coste italiane. Il titolare del Viminale si è detto disponibile a vedere il leader della Lega che, a sua volta, si è detto soddisfatto tanto da annunciare di essere pronto a sedersi a un tavolo con il ministro per discutere dell'emergenza.

"Incontrare la Lamorgese? Volentieri. Così le spiego, leggi e numeri alla mano, la differenza fra un ministro dell'Interno che ha difeso i confini, la sicurezza e la dignità dell'Italia, a costo di andare a processo, e chi invece non ha ancora fatto nulla per contrastare scafisti, trafficanti e clandestini", ha affermato ieri Salvini che in modo sarcastico, per sottolineare quanto sta accadendo in Italia in questi giorni, ha anche fatto un paragone tra i controlli alle frontiere e quelli per il green pass: "Controllare bimbi e anziani in piscina e in pizzeria, facendo intanto sbarcare migliaia di immigrati senza vaccini e documenti, non ha senso". "La Lamorgese mi ascolterà e comincerà a fare qualcosa? La speranza è l'ultima a morire", ha concluso il leader della Lega.

Questa mattina Salvini ha rincarato la dose. "Ad oggi, 16 agosto, gli sbarchi del 2021 sono 34.455, più di quelli registrati in tutto il 2020 (34.154) e il triplo di quelli del 2019 (11.471). E gli arrivi non si fermano, visto che ci sono due navi ong cariche di clandestini pronte a far rotta verso l'Italia". "Una di queste- ha continuato- batte bandiera norvegese e ha 214 persone a bordo. Mi aspetto che i ministri dell'Interno e degli Esteri si diano una mossa e chiamino Oslo: l'Italia non è il campo profughi d'Europa!''.

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