Mini-bond per aiutare ristoratori e albergatori: così il turismo si può salvare

Si tratta di titoli di debito a breve o medio-lungo termine per ottenere liquidità: l'operazione godrà della garanzia pubblica e potrà essere quotata in Borsa

Mini-bond per aiutare ristoratori e albergatori: così il turismo si può salvare

Il turismo è e sarà uno dei settori maggiormente colpiti dagli effetti dell'emergenza Coronavirus che si sta abbattendo sull'Italia. La situazione è davvero drammatica: servono agevolazioni sulle tasse, agevolazioni a fondo perduto, esenzione dai contributi, riduzione del costo del lavoro e risposte chiare da parte del governo. Appelli che per il momento sono stati del tutto inascoltati, con l'esecutivo giallorosso che non ha ancora fornito una posizione definitiva in merito. Eppure a rischio ci sono migliaia di posti di lavoro, tra operatori delle agenzie di viaggio e coloro che sono impegnati nel settore della ristorazione e in quello alberghiero. Ma l'ultima idea spuntata potrebbe rappresentare una vera opportunità: stiamo parlando dei mini-bond.

Partiamo da una triste realtà: Federalberghi ha rilevato a marzo un vero e proprio tracollo delle presenze negli esercizi ricettivi (-92,3% per gli stranieri e -85,9% per gli italiani). Nel mese di aprile il mercato si è completamente fermato (-99,1% per gli stranieri e -96,4% per gli italiani). Sono andati persi circa 106 mila posti di lavoro stagionali. E le cose potrebbero andare anche peggio: per l'estate 2020 sono quasi 500mila i posti di lavoro stagionali a rischio. E purtroppo, una volta terminata la cassa integrazione, ci saranno da attendere conseguenze pure sui contratti a tempo indeterminato. Appare evidente come l'impatto del Covid-19 sul sistema dell'ospitalità italiana sia stato devastante. Pertanto sarebbe fondamentale un secondo canale di liquidità per gestire non solo l'emergenza, ma anche la ripresa delle attività.

Spuntano i mini-bond

In tal senso Federalberghi Abruzzo ha annunciato il lancio del programma Pluribond Re-starTurismo Abruzzo: si tratta di un'iniziativa per offrire alle aziende del comparto la liquidità necessaria per gestire in tempi brevi la crisi, avendo come sottostante le emissioni obbligazionarie delle strutture ricettive e della ristorazione in forma di società di capitali e appartenenti alla categoria delle Pmi presenti nella Regione. Una strada già sperimentata per il turismo veneto (con il progetto "Pluribond turismo Veneto-Spiagge") e per supportare le aziende coinvolte nei Giochi olimpici invernali del 2026 ("Winter Olympic Pluribond Milano-Cortina 2026").

"Per loro natura, i mini-bond sono obbligazioni, o titoli di debito a breve o medio-lungo termine, emessi da società italiane non quotate, tipicamente piccole e medie imprese", spiega il presidente Federalberghi Abruzzo Giammarco Giovannelli. In tal modo le aziende turistiche e della ristorazione, specialmente in questo momento di difficoltà, potranno dotarsi "di un secondo pozzo al quale attingere acqua, ovvero un secondo canale di liquidità, parallelo e integrativo a quello bancario tradizionale". L'operazione godrà della garanzia pubblica nell’ambito del framework Covid-19 e potrà essere quotata in borsa. Una soluzione che potrebbe riguardare anche l'intero Paese: sarebbe vitale che aziende con esigenze diverse tra loro "abbiano strumenti finanziari adeguati alle proprio necessità e, possibilmente, nel più breve tempo possibile". Da qui è nata l'idea del progetto Pluribond Re-starTurismo Abruzzo: un bond disegnato su misura per le imprese del comparto.

Ovviamente saranno altrettanto indispensabili gli strumenti che verranno messi in campo dal governo Regionale ma soprattutto da quello centrale. E quanto fatto da Movimento 5 Stelle e Partito democratico non sembra essere del tutto sufficiente: "I 25mila euro non sono per tutti, sono in proporzione ai fatturati e comunque si basano sul merito creditizio. Ci possono salvare solo la cassa in deroga anche per gli stagionali e il fondo perduto". Giovannelli, contattato in esclusiva da ilGiornale.it, ha infine annunciato l'intenzione di rendere il tutto ampliabile alle altre Regioni: "A breve contatterò i miei colleghi per cercare di creare con loro una sinergia, con gli stessi obiettivi, cercando di dare messaggi chiari in un momento così difficile, in attesa di notizie più complete dal governo". Perciò è stato creato questo secondo canale di liquidità, attivando il progetto di finanza alternativa: "Stiamo ancora aspettando risposte per salvare delle fette importantissime di economia turistica che sono sempre più in difficoltà". Il rischio concreto è che possano rimanere a casa centinaia di migliaia di collaboratori: "L'effetto negativo di tutto ciò sarà un cataclisma".

Sulla questione è intervenuto Mauro Febbo, che si è schierato al fianco dell'iniziativa: "È una sfida molto suggestiva che verrà misurata dalla reale risposta che il nostro comparto turistico darà nella adesione a questo strumento innovativo". L'assessore allo Sviluppo economico della Regione Abruzzo ha spiegato che non può che essere dalla parte del progetto: "A breve porremo in essere diverse azioni che, condivise con gli operatori, potranno almeno in parte mitigare l'impatto dell'emergenza Coronavirus". Ad ulteriore apprezzamento dell'operazione c'è la considerazione che le aziende che seguiranno il percorso di emissione dovranno - su indicazione degli advisor - strutturare l'intera gestione aziendale in termini di trasparenza e di qualità: "Ciò non può che favorire una crescita della cultura imprenditoriale e del sistema economico".

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