Miscelavano olio combustibile con additivi illeciti, arrestati quattro truffatori

Il prodotto finale era destinato ai distributori stradali di carburante del territorio etneo, successivi controlli hanno infatti permesso di verificare la presenza di quella stessa miscela in due attività poste a pochi chilometri di distanza dal capannone dove il liquido combustibile veniva alterato

Travasavano l’olio combustibile da un autoarticolato dentro due cisterne contenenti additivi di provenienza illecita ma sono stati colti in flagranza dalla Guardia di Finanza che li ha arrestati. Si tratta di quattro persone, due catanesi, un siracusano e un cittadino serbo sorpresi a Catania, dentro un capannone a miscelare illecitamente il carburante che sarebbe stato destinato ai distributori stradali del territorio etneo. I quattro sono stati scoperti dalle Fiamme Gialle nel corso di un’attività mirata e diretta al contrasto di traffici illeciti con riferimento all’approvvigionamento e allo smercio di carburante di scarsa qualità.

Il carburante era stato trasportato attraverso un autoarticolato con targa slovacca e accompagnato da una falsa lettera di vettura internazionale che attestava la provenienza del prodotto dalla Slovenia e indicava come destinazione finale l’isola di Malta. Durante i controlli i militari hanno osservato che il mezzo era entrato dentro un capannone industriale facendo una sosta di diverse ore.

Nel frattempo ciò che emergeva era l’assenza nella struttura delle dotazioni antincendio e di tutte quelle prescrizioni di legge relative alla sicurezza dei luoghi di lavoro. Non appena i finanzieri hanno fatto irruzione dentro il capannone hanno sorpreso i quattro uomini intendi ad ultimare il trasbordo dei serbatoi.

Erano in totale 26 i contenitori di plastica, ciascuno con una capienza di mille litri e posizionati in una gabbia ferrata. Il prodotto adulterato e pronto ad essere messo sul mercato corrispondeva ad una quantità di 59mila litri per un valore complessivo di 100mila euro. Sia il carburante alterato che i mezzi necessari al travaso sono stati sequestrati e i quattro truffatori arrestati. Su di loro grava l’accusa per il reato di contrabbando di gasolio per autotrazione e rischiano la reclusione anche fino a 5 anni nonché una multa per un importo pari a dieci volte il valore dell’imposta evasa.

Un tipo di reato diffuso a quanto pare sul territorio etneo che si avvale della complicità dei titolari dei distributori di carburante. Infatti i controlli dei militari si sono estesi contestualmente su due attività nella vicina zona ed è stato appurato che il materiale energetico erogato era il frutto di quella stessa miscela sequestrata poco prima nel capannone. Anche in questo caso il materiale contraffatto è stato sequestrato per un totale di 8.300 litri di gasolio. I titolari dei rispettivi distributori sono stati denunciati.

Il carburante, di scarsa qualità a lungo andare genera anomalie nel funzionamento dei motori delle macchine ma non solo, causa l’emissione di gas di scarico oltre i normali limiti previsti dalla normativa europea a tutela dell’ambiente e dei cittadini.

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