"In ospedale troppi no vax, non possiamo ricoverare altri malati"

Un paziente oncologico curato a casa perché il reparto di Malattie infettive era ormai saturo: la denuncia dell'ospedale Galliera di Genova

L'allarme in ospedale: "Qui troppi no vax, non possiamo ricoverare gli altri malati"

La quarta ondata dell'epidemia di coronavirus è iniziata anche nel nostro Paese. Lo dimostrano i numeri dei nuovi contagi ma anche quelli dei ricoverati. A livello nazionale la situazione è ben al di sotto della soglia di guardia per quanto riguarda le ospedalizzazioni, anche per quelle in terapia intensiva, ma se si va ad approfondire nelle singole realtà si possono scoprire situazioni ben diverse da quelle che vengono fotografate su larga scala. È l'esempio dell'ospedale Galliera di Genova, dove un paziente non ha potuto effettuare un ricovero perché la struttura è tornata ad avere numerosi casi Covid.

"Siamo tutti molto stanchi e anche arrabbiati perché troppo spesso ci sentiamo impotenti a risolvere i problemi dei pazienti", si è sfogato Francesco Canale, direttore sanitario dell'ospedale Galliera di Genova. Le sue parole rilasciate a La Stampa arrivano dopo che un paziente oncologico che sta affrontando la chemioterapia, e che è a rischio sepsi, non ha trovato posto per ricevere le cure in reparto. Il reparto di Malattie infettive del Galliera, infatti, da qualche giorno è nuovamente impegnato dai pazienti Covid che, in questa quarta ondata, sono prevalentemente soggetti non vaccinati.

Fortunatamente, il paziente sta comunque ricevendo le cure, anche se in regime domiciliare. "Le terapie necessarie vengono effettuate a domicilio: non vi sono particolari preoccupazioni in questo senso. È chiaro che, normalmente, questi pazienti vengono seguiti all'interno di Malattie infettive o di altri reparti, in stanze dedicate che ora sono occupate. Sarebbe stato più comodo e più tranquillo per tutti ma, al momento, il paziente non corre rischi aggiuntivi nell'effettuare la terapia a domicilio", ha spiegato il dottor Francesco Canale, che si è confrontato con il medico curante del paziente.

Il direttore sanitario, quindi, ha esposto l'attuale situazione del suo ospedale: "Ieri erano libere le due stanze per i pazienti fortemente neutropenici, ovvero con gravi carenze di globuli bianchi. Non è la prima volta che non si trova posto in malattie infettive e la causa non è solo la pandemia: accadeva anche prima. I pazienti prima potevano essere isolati in pronto soccorso in attesa di una collocazione adeguata". L'incidenza dei pazienti non vaccinati nei posti letto occupati all'ospedale Galliera di Genova è piuttosto elevata: "Sono il 50- 60 per cento dei ricoverati in media intensità di cure e il 100 per cento di quelli in rianimazione. E i No Vax ricoverati ultimamente sono talvolta arroganti e negazionisti. Non dico tutti, talvolta è così. Appartengono a fasce di età media più giovane. Dai 45 ai 60 anni, in prevalenza".

Ovviamente, la situazione di oggi è ben lontana da quella della grande emergenza sanitaria, come spiega bene anche Francesco Canale e, nonostante l'incidenza dei casi sia aumentata, il medico non appare al momento preoccupato. "Non va sottovalutata e va tenuta sotto osservazione: si vis pacem para bellum", ha detto. La sua ricetta per non ricadere nell'emergenza è quella ampiamente esposta anche dagli altri suoi colleghi: "Richiamare rapidamente per la terza dose tutte le categorie a rischio, a partire dalle residenze sanitarie assistite. E vanno stimolati alla vaccinazione i 40-50enni che ancora non hanno fatto il vaccino". I medici continuano, però, a vivere in una condizione di forte stress: "Per noi la vita in ospedale continua a essere pesante per molti motivi ancora legati al Covid 19; dagli operatori No Vax al Green Pass al dover vivere la vita di tutti i giorni sempre bardati e sul chi va là. E fa poi rabbia l'ignoranza e la scarsa sensibilità di chi non si rende conto di come sono costretti a lavorare i professionisti in ospedale".

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