Monsignore invitato al gay pride, ira della base cattolica. Salta l'invito

Al dibattito su omosessualità e Chiesa in programma per stasera al Pride Village di Padova, e rinviato ad ottobre fra le polemiche, sarebbero dovuti intervenire il giornalista di Avvenire Luciano Moia, e il rettore del seminario di Padova, monsignor Gianpaolo Dianin

Monsignore invitato al gay pride, ira della base cattolica. Salta l'invito

È una chiusura tra le polemiche quella del Padova Pride Village. Da qualche giorno tiene banco la questione del presunto mancato rispetto delle norme anti-Covid in alcune serate organizzate durante la kermesse, come quella ripresa in alcuni video pubblicati sul Gazzettino. Ma a far discutere è anche un'altra vicenda.

Quella del dibattito sul rapporto tra Chiesa e omosessualità organizzato per chiudere la stagione. A discettare dell’argomento due nomi di spicco: Luciano Moia, firma di punta di Avvenire e autore di un libro-inchiesta proprio su questo tema, e il rettore del Seminario Vescovile di Padova, monsignor Gianpaolo Dianin. I due avrebbero dovuto parlare del ruolo dell’omosessualità all’interno delle istituzioni ecclesiastiche, tra un "aperitivo con performance dal vivo" e il "grand dinner show" con artisti, ballerini, fuochisti e paillettes. Ma l’incontro, moderato da Francesco Lepore, ex sacerdote, giornalista e attivista Lgbt, è stato rimandato ad ottobre.

Il motivo ufficiale è "un imprevisto familiare" del cronista di Avvenire. Ma l’idea di un sacerdote sul palco di un gay pride potrebbe aver fatto storcere il naso a qualcuno. Di sicuro, da ieri, la vicenda è oggetto di aspre polemiche nel mondo cattolico. Riccardo Cascioli, direttore della Nuova Bussola Quotidiana, ha definito l’evento "un nuovo passo avanti nella trionfale marcia catto-gay". Il giornalista, che dirige il portale online di orientamento tradizionalista, ha poi puntato il dito contro "il silenzio dei vescovi davanti a questa deriva".

Il dibattito programmato per stasera, secondo Cascioli, metterebbe a nudo l’"alleanza" tra Alessandro Zan, deputato del Pd che ha promosso il Ddl contro l’omofobia in discussione alla Camera, fondatore del Padova Pride Village, e il quotidiano dei vescovi. "La presenza di Avvenire e della diocesi di Padova ad una manifestazione gay di questo genere non può non suscitare pesanti interrogativi – scrive il direttore della Bussola -non stiamo parlando di un luogo dove si incontrano semplicemente delle persone che vivono la condizione omosessuale e che cercano un aiuto, ma siamo nel cuore di un movimento che fa dell’orgoglio gay la propria bandiera, e lo esprime in modi estremi e molto spesso blasfemi".

Insomma, l’evento previsto per stasera, poi cancellato per motivi "familiari", secondo il commentatore, avrebbe fatto salire di livello il dialogo fra la Chiesa di Papa Francesco e il mondo dell’orgoglio Lgbt. Il libro dato alle stampe da Moia, in effetti, propone proprio questo: cercare di capire "su quali aspetti dobbiamo ancora camminare, perché anche in questo campo la Chiesa sia l’esperta in umanità e in amore che vuole essere".