Il padre di Sartori rivela: "Perché era turbato"

I genitori avevano sentito il figlio venerdì, il giorno stesso in cui il ragazzo ha poi fatto perdere le sue tracce, e sembrava sereno

Il padre di Sartori rivela: "Perché era turbato"

Il padre di Giacomo Sartori, il 30enne trovato morto impiccato a Casorate Primo, in provincia di Pavia, lo scorso 24 settembre, aveva asserito pochi giorni prima del ritrovamento del cadavere del figlio: "Penso che aver rivissuto la stessa esperienza del furto del pc, lo abbia colpito molto".

I genitori: "Giacomo era sereno"

L’ultima volta il ragazzo era stato visto con degli amici in una enoteca a Milano, in via Vittorio Veneto, in zona Porta Venezia. Prima di arrivare all’appuntamento Giacomo aveva parlato al telefono con i genitori. Il padre e la madre, intervenuti alla trasmissione “Chi l’ha visto?” in onda su Rai tre, avevano raccontato che il figlio “era contento e sereno. Era molto soddisfatto a lavoro: aveva iniziato a lavorare come tecnico informatico in questa azienda a marzo". Dello stesso parere anche gli amici che avevano passato la serata di quel venerdì con lui: "È arrivato venerdì sera per bere qualcosa. Era di ottimo umore, splendido. Un po' stanco perché aveva lavorato fino a tardi, ma era sereno".

Quella sera, passata a bere e a chiacchierare con gli amici, qualcuno ha rubato lo zaino di Giacomo, con al suo interno anche il computer e il telefonino aziendali, oltre al portafoglio e alle chiavi. Un ragazzo presente ha ricordato che il giovane “era turbato ma non eccessivamente. Molto serenamente ha preso atto della cosa ed è andato via perché non era dell'umore". Non era la prima volta che a Giacomo veniva rubato il pc aziendale. Era già successo quando lo aveva lasciato in auto e, dopo aver scassinato la vettura, il ladro si era impossessato del computer. Una volta uscito dal locale, del 30enne non si è saputo più nulla.

Il ritrovamento

Il martedì successivo, 21 settembre, sono stati ritrovati al Parco Indro Montanelli di Porta Venezia il portafoglio e le chiavi. Cinque giorni dopo la sua scomparsa, in un campo di Casorate Primo davanti al parcheggio di un agriturismo, è stata ritrovata l’auto che era stata ripresa dalle telecamere dell'autostrada di Binasco. Al suo interno lo scontrino del casello che non era stato pagato. Qualche giorno dopo viene trovato anche il corpo di Giacomo, impiccato a un albero poco distante dall'auto. Il datore di lavoro del 30enne ha azzardato un’ipotesi: "Potrebbe aver fatto accesso ai sistemi e provato a localizzare l'apparecchio aziendale. Questa è la nostra ipotesi". Le forze dell’ordine stanno ancora cercando di trovare i ladri che quella sera avevano derubato Giacomo.

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