Morto Andrea Baroni, volto storico delle previsioni meteo

Dopo il mitico Bernacca era il volto più noto delle previsioni Rai

Morto Andrea Baroni, volto storico delle previsioni meteo
Si è spento Andrea Baroni, uno dei "colonnelli dell'Aeronautica" divenuti, grazie alla tv, "oracoli" delle previsioni del tempo. Subito dopo l'indimenticato Edmondo Bernacca era stato uno dei simboli del meteo Rai. Nato a Fabriano 97 anni fa, romano di adozione, conseguì il diploma di perito industriale. Nel 1990 fu insignito del grado di generale per i meriti acquisiti nella Seconda guerra mondiale. In ausilio alle truppe schierate sul fronte nord-africano, fornì supporto meteo di prim’ordine per i mezzi del tempo; nel ’41 a Tobruk, in Libia, ricevette il delicato compito di reimpiantare tutte le stazioni meteorologiche distrutte dagli Alleati nel corso dei conflitti sino a Demia, sulla via Balbia.
Rientrato in patria, fu assegnato come Ufficiale previsore meteo all’aeroporto di Istres, in Francia, dove operavano aerei sia italiani che tedeschi. Dopo l’8 settembre 1943 fu catturato dai tedeschi e internato in vari campi di prigionia nazisti in Ucraina, Polonia e Germania, per un totale di venti mesi. Il 14 marzo 1945 riuscì a fuggire dal campo di Magdeburgo e tornò a Roma a piedi, camminando per circa due mesi. Al termine del conflitto ricoprì in Aeronautica militare numerosi incarichi operativi fino al 1958, anno in cui, data anche la sua ottima conoscenza dell’inglese e del francese, assunse l’incarico di segretario della Rivista di Meteorologia Aeronautica e, successivamente, con la promozione al grado di colonnello, quello di direttore della testata, dopo una breve parentesi come capo dell’Ufficio Meteo della II Regione Aerea. Nei lunghi anni alla rivista, Baroni scrisse numerosi articoli e curò la traduzione di molti lavori stranieri.
Nel 1973 iniziò a condurre, ancora in servizio, la trasmissione della Rai "Che tempo fa", insieme al collega e pioniere generale Edmondo Bernacca. Il successo fu immediato, frutto della volontà dei due conduttori di far nascere nel grande pubblico televisivo l’emozione per un argomento quasi sconosciuto che andava però "raccontato" come un'arte, quella di prevedere il tempo. Concluse il suo servizio attivo nell'Aeronautica nel 1976, anno in cui si congedò per raggiunti limiti di età. Continuò a collaborare con la Rai sino alla fine del 1993. Nel 1990 fu promosso al grado di generale per aver partecipato alla Resistenza come internato militare nei campi di concentramento, come
raccontato nel libro di Annalisa Venditti "Il Cavaliere delle rose e delle nuvole".

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