Movimento dei Forconi, la polizia si toglie il casco: ma non per solidarietà

Quello di Torino è parso un gesto di vicinanza verso chi protestava. Ma la Questura nega

Movimento dei Forconi, la polizia si toglie il casco: ma non per solidarietà

Caos in tutta Italia per la protesta organizzata dal Movimento dei Forconi. Sembrerà strano ma l'attenzione dei media si concentra sui poliziotti impegnati nel servizio d'ordine a Torino. Qualcuno dice che si sono tolti il casco per solidarizzare con chi è in piazza per protestare. La notizia fa il tam-tam, grazie a internet e ai social network. Tutti si chiedono: ma sarà vero? Dopo qualche ora arriva la smentita, attraverso una nota della Questura di Torino: i poliziotti impegnati nei servizi di ordine pubblico si sono tolti il casco perché "erano venute meno le esigenze operative che ne avevano imposto l’utilizzo". Nessun gesto di solidarietà, dunque. Non è vero che gli agenti intendevano esprimere la loro condivisione della protesta. Tutto falso.

Eppure qualcuno aveva subito prestato fede alla voce che stava circolando. Uno di questi è un sindacalista, il segretario nazionale dell’Ugl Polizia di Stato Valter Mazzetti. Dopo aver fermamente condannato "gli atti di violenza e le vergognose aggressioni che alcuni criminali hanno attuato contro le forze dell’ordine a Torino", ha aggiunto quanto segue: "Condividiamo e plaudiamo al gesto di quei poliziotti che si sono tolti i caschi in segno di solidarietà con quella parte dei manifestanti che ha pacificamente mostrato il proprio disagio per la grave crisi che attraversa l’Italia. Riteniamo altamente simbolico - continua Mazzetti - il gesto degli appartenenti alle forze dell’ordine che si sono tolti i caschi perché ciò rappresenta la condivisione da parte dei poliziotti, in quanto cittadini in divisa, dei forti disagi che la crisi economica sta provocando alle famiglie italiane".

La versione ufficiale della Questura, però, non conferma quanto dichiarato dal responsabile dell'Ugl.

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