C’è un momento, nel mondo del vino, in cui le parole “resistenza” e “innovazione” smettono di sembrare slogan e iniziano a tradursi in pratica quotidiana. È il terreno su cui si muove Irresistibile PIWI, appuntamento ormai riconoscibile anche in Italia per chi vuole capire dove sta andando davvero la viticoltura. Il conto alla rovescia è agli sgoccioli: domenica 26 e lunedì 27 aprile, nella Dogana Veneta di Lazise, sul lago di Garda, va in scena una due giorni che prova a mettere ordine tra percezioni, pregiudizi e risultati concreti.
Al centro ci sono i vitigni PIWI, sigla che racchiude le varietà resistenti alle principali malattie fungine, che negli ultimi anni hanno smesso di essere una curiosità da addetti ai lavori per entrare, con discrezione ma costanza, nel dibattito produttivo. Non è un caso che la manifestazione, ideata dagli enologi Luca De Palma e Igor Bonvento, punti su un format essenziale: degustazione diretta, confronto tecnico, niente retorica.
La Mostra Mercato occupa entrambe le giornate e resta il cuore dell’evento. Qui si incontrano aziende provenienti da tutta Italia e da diversi Paesi europei, con una panoramica che restituisce la reale ampiezza del fenomeno: non più esperimenti isolati ma una produzione diffusa, capace di declinarsi secondo territori e stili. Accanto ai produttori, trovano spazio anche vivaisti e realtà legate alla selezione genetica, a sottolineare un passaggio spesso trascurato nel racconto del vino: quello che parte dalla scelta varietale e arriva fino alla bottiglia. Una filiera completa, insomma, esposta senza troppi filtri.
Il programma delle masterclass segue la stessa linea: pochi interventi, mirati, con un taglio tecnico. Domenica si parte con Ermanno Murari, che affronta il tema dei “figli” della Glera, tra prospettive produttive e adattamento ai territori. A seguire Nicola Biasi, tra i più attivi nel promuovere i PIWI, propone un percorso attraverso otto territori diversi, riuniti sotto un’unica visione aziendale. Spazio poi ad Alexander Morandell, che ripercorre trent’anni di storia di queste varietà con una degustazione di vecchie annate – banco di prova sempre più difficile da ignorare. Chiude la giornata una degustazione alla cieca guidata da Marta Brentegani, utile a rimettere al centro il giudizio sensoriale, senza pregiudizi.
Il lunedì torna Nicola Biasi con un approfondimento sull’assemblaggio e sul concetto di cru applicato ai PIWI, mentre Thomas Roman affronta il tema della spumantizzazione, tra Metodo Classico e Charmat. Un passaggio tecnico, ma indicativo di quanto queste varietà stiano cercando spazio anche nei segmenti più codificati.
Irresistibile PIWI resta, in fondo, un laboratorio a cielo aperto. Non tanto per decretare vincitori, quanto per verificare sul campo se la promessa di una viticoltura più sostenibile riesca a mantenere anche quella, meno dichiarata ma decisiva, della qualità. Le risposte, come sempre, stanno nel bicchiere.
Info di servizio: la Dogana Veneta è raggiungibile
a piedi dal centro di Lazise, dove ci sono vari parcheggi convenzionati; è consigliato arrivare con un certo anticipo. Per le masterclass è richiesta la prenotazione, mentre gli operatori possono accreditarsi in anticipo.