Strano, perché sono due persone che, a parte la camicia bianca, non hanno nulla in comune. Ah beh, sì certo: entrambi fanno parte di quella tipologia di politici che prima lottano per i poveri e poi finiscono per diventare milionari.
Comunque. La notizia, a conferma che siamo passati dal teatrino della politica alla politica del teatrino, è che Matteo Renzi interpreterà Barack Obama. Il leader di Italia Viva (che avrebbe davvero voluto essere Obama, invece lo sarà per finta, ndr) vestirà infatti i panni dell'ex presidente americano nella messa in scena al Teatro Parioli di Roma, lunedì prossimo, dello spettacolo "La Storia a Processo", un format che trasforma il palcoscenico in un'aula di tribunale, mettendo alla sbarra personaggi storici. Giornalisti e storici conducono l'accusa e la difesa, il pubblico diventa la giuria popolare e infine emette il verdetto.
E insomma ecco Renzi che, in un deprecabile caso di whitewashing, da cui prendiamo le distanze, interpreterà Obama (noi al più gli avremmo fatto fare Tajani), mentre Paola Severino, già ministro della Giustizia, avrà il ruolo di Michelle Obama. Che è un po' come se Melania Trump fosse interpretata da Rosy Bindi.
Un cast che l'Ambra Jovinelli se lo sogna proprio.
Beh, dai.
Per quanto riguarda Renzi, la padronanza della lingua c'è. E per il resto, la nostra prima reazione è stata di stupore. First reaction: shock. La seconda, anche. Difficilmente abbiamo visto un politico impegnarsi così tanto per perdere anche quei pochi voti che ha.